Diana sul suo futuro a Cellole: “Fondamentale avere stessa ambizione”



Francesco Diana

Francesco Diana e il Cellole potrebbero continuare il loro cammino insieme la prossima stagione, ma come spiega l’allenatore tutto è legato alle rispettive ambizioni: “Cellole e il presidente Freda mi hanno dato l’opportunità di mettermi in gioco e scommettere su di me – esordisce il tecnico. La società ha espresso l’intenzione di riconfermarmi, ma la volontà di restare non dipende solo da me. Alla base ritengo debbano persistere delle condizioni legate al voler costruire la rosa in maniera oculata e disputare un campionato all’altezza della piazza e dei tifosi. Quest’anno tutti abbiamo lavorato e sudato tantissimo per raggiungere gli obiettivi prefissati, dai dirigenti ai calciatori. In alcuni frangenti nemmeno la buona sorte ci ha aiutato flagellandoci con infortuni che hanno influenzato negativamente anche il mercato invernale facendoci ritornare al punto di partenza. Ringrazio il presidente per aver preso le mie parti nel momento in cui  i risultati stentavano  ad arrivare, ma credo che in quella fase questa fosse la decisione più saggia perché il motivo dei nostri mancati risultati era abbastanza evidente ed era legato alle assenze. Il merito da parte della società senza dubbio è stato quello di andare a fondo nel capire realmente quali fossero i problemi e comportarsi in maniera diversa rispetto a quanto accade normalmente nel mondo del calcio dove si guarda solo ai risultati. Nelle quattro sconfitte consecutive che abbiamo fatto la prima e la quarta sono state rispettivamente contro Caivanese (in trasferta) e Acerrana (in casa), due squadre tra le prime cinque del campionato. A Caivano abbiamo perso al 91’ su un errore singolo, mentre con l’Acerrana siamo stati sconfitti col punteggio di 0-1 disputando forse una delle partite più belle del campionato dal punto di vista del gioco. Le due partite intermedie sono col Puglianello e con la Virtus Goti, in cui avevamo 7-8 elementi importanti fuori. A Goti ad esempio abbiamo giocato con sei under in campo. Da queste partite contro squadre esperte non era semplice uscire illesi soprattutto con tante defezioni. In una squadra come il Cellole, il cui obiettivo principale era salvarsi, questi fattori incidono e diventa veramente difficile. Una rosa deve essere bilanciata sia quantitativamente che qualitativamente.  Ritengo che quest’anno sia stato  fatto qualcosa di miracoloso – continua Diana – poiché oltre ai calciatori esperti presi a inizio anno si è andato a valorizzare le qualità tecniche del gruppo che la scorsa stagione aveva disputato il campionato di prima categoria. Personalmente ritengo che siano sempre i giocatori a fare l’allenatore e non il contrario. Continuare con il progetto Cellole mi farebbe piacere, ma c’è bisogno di avere tutti la stessa ambizione. La società in questo momento sta affrontando diversi problemi, uno su tutti la questione stadio, ma la programmazione sportiva deve essere portata avanti altrimenti si rischia di rimanere indietro. Il calciomercato in maniera informale è già iniziato e tanti club hanno cominciato a far squillare il telefono di tecnici e calciatori”.




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