MAINZ PER CASERTA. Lo stupendo atto di solidarietà, nel segno di un’amicizia ultras. Quando il calcio annienta i confini

Striscione del Mainz per Cavallo

CASERTA/MAINZ – 1.414. Sono i chilometri che dividono Viale Medaglie d’Oro da Eugen Salomon Straße. E’ la distanza geografica che intercorre tra l’Alberto Pinto e l’Opel Arena (che ha rimpiazzato dal 2009 lo Stadion am Bruchweg): rispettivamente il cuore della fede calcistica per la Casertana ed il Mainz. Dal 2015 le due tifoserie condividono un’amicizia molto preziosa, avviata inizialmente dai Fedayn Bronx con il Q-Block e poi estesa a tutta la tifoseria rossoblu. Negli occhi dei sostenitori casertani restano impresse le immagini dello striscione “Cavallo Non Mollare”, esposto dai tifosi di Magonza durante la partita contro il Wolfsburg. Pochi giorni prima della triste scomparsa dello storico sostenitore rossoblu, Mario Cavallo, che avvenne il 12 aprile 2015. Allora l’amicizia si è fortificata, perché in un momento di grande dolore, il Q-Block è stato vicino agli ultras casertani, partecipando al rito funebre all’interno dello stadio “Pinto”, insieme ai rappresentati di migliaia di gruppi ultras italiani.

288 ore a piedi (12 giorni), 14 ore in auto, 2 ore con l’aereo: è il tempo che s’impiega, senza soste, per giungere dal centro della Germania al Sud Italia. Ma nell’epoca della tecnologia avanzata, basta un click per dimostrare il proprio sostegno. Un istante, un secondo, un attimo. Tanto è servito per un atto concreto, che ancora una volta conferma quanto il Mainz abbia preso a cuore il legame con gli ultras della Casertana. Nei giorni scorsi, una donazione corposa è partita dalla riva del Reno fino al Volturno: destinazione? L’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, che sin da inizio emergenza è una struttura abilitata a curare i contagiati dal Covid-19. Un aiuto per i medici e gli infermieri che stanno lottando per salvare vita umane, appoggiando l’iniziativa adottata dai supporters dei falchetti. Molti si sono chiesti quale fosse la cifra, ma da parte delle tifoserie è stato deciso di non renderla pubblica. Gentiluomini? No, ultras. Perché non serve giacca e cravatta per compiere un atto di solidarietà. Senza confini.

 

TRADUZIONE IN TEDESCO

1414. Dies sind die Kilometer, die die Viale Medaglie d’Oro von der Eugen Salomon Straße trennen. Es ist die geografische Entfernung zwischen Alberto Pinto und der Opel Arena (die seit 2009 das Stadion am Bruchweg ersetzt): bzw. das Herz des Fußballglaubens für Casertana und Mainz. Seit 2015 verbindet die beiden Fans eine sehr wertvolle Freundschaft, die zunächst von der Fedayn Bronx mit dem Q-Block begonnen und dann auf alle Rossoblu-Fans ausgedehnt wurde. Die Bilder des Banners “Cavallo Non Mollare”, die die Mainzer Fans während des Spiels gegen Wolfsburg zeigten, bleiben in den Augen der Caserta-Anhänger beeindruckt. Einige Tage vor dem traurigen Tod des historischen Rossoblu-Anhängers Mario Cavallo, der am 12. April 2015 stattfand, wurde die Freundschaft gestärkt, da der Q-Block in einem Moment großer Schmerzen nahe am Ultras von Caserta war und an der Bestattungsritus im “Pinto” -Stadion zusammen mit Vertretern Tausender italienischer Ultras.

288 Stunden zu Fuß (12 Tage), 14 Stunden mit dem Auto, 2 Stunden mit dem Flugzeug: Es ist die Zeit, die es dauert, ohne anzuhalten, um von Mitteldeutschland nach Süditalien zu gelangen. Im Zeitalter fortschrittlicher Technologie reicht jedoch ein Klick aus, um Ihre Unterstützung zu demonstrieren. Ein Moment, eine Sekunde, ein Moment. So viel hat für einen konkreten Akt gedient, der erneut bestätigt, wie sich Mainz die Verbindung mit dem Ultras von Casertana zu Herzen genommen hat. In den letzten Tagen ist eine vollmundige Spende vom Rheinufer an den Volturno gegangen: Ziel? Das Krankenhaus “Sant’Anna e San Sebastiano” in Caserta, das seit Beginn des Notfalls eine Einrichtung zur Behandlung von mit Covid-19 infizierten Personen ist. Hilfe für Ärzte und Krankenschwestern, die um die Rettung von Menschenleben kämpfen. Viele fragten sich, was die Figur war, aber von den Anhängern wurde beschlossen, sie nicht öffentlich zu machen. Herren? Nein, Ultras. Weil Sie keine Jacke und Krawatte brauchen, um einen Akt der Solidarität zu vollbringen. Ohne Grenzen.