Scintille e minacce Comune-Casertana: “Se non paghi non giochi al Pinto”. D’Agostino: “Abbiamo pagato, Marino si impegni a trovare il mio successore perchè ora il club sarà una sua responsabilità”

Il Sindaco di Caserta Marino

In questo momento  i social la fanno da padrona nei rapporti tra istituzioni e società di calcio. Ne è il caso lampante della lunga querelle tra il Comune di Caserta e in particolar modo il Sindaco Marino e la Casertana. Ieri furono pubblicati messaggi whatsapp di una conversazione privata tra il primo cittadino e l’ufficio stampa in cui si invitava lo stesso Marino a partecipare ad una partita della squadra cittadina. Oggi pomeriggio la dura replica del Sindaco che riportiamo integralmente di seguito sempre attraverso i social. In sostanza è stato detto che se la Casertana non paga l’affitto del Pinto domenica cancelli chiusi.

“Grazie al lavoro della Questura e della Commissione di Vigilanza, lo Stadio Pinto è agibile per lo svolgimento di gare sportive fino al termine dei lavori del cantiere che lo sta riqualificando.

Il Comune ha realizzato i lavori necessari e prescritti dalla Commissione.

Il Pinto, quindi, sarà disponibile per la piena fruizione da parte dei tifosi di calcio ma anche degli appassionati di tutti gli sport che lì possono essere praticati.

Questi sono i fatti concreti, mentre altri dicono parole e alimentano polemiche ridicole.

Ora, per lo svolgimento della prossima gara interna della Casertana, la società dovrà formalizzare la richiesta di utilizzo e assolvere a quanto necessario.

Se non lo farà, la responsabilità del mancato svolgimento sarà solo sua”.

Il presidente D’Agostino (Foto Giuseppe Scialla)

Immediata la replica del patron D’Agostino che afferma di aver già saldato tutte le spettanze al Comune.

“Prendo atto che, mai come negli ultimi tempi, il sindaco Carlo Marino non perda tempo di riempirsi la bocca parlando dello stadio ‘Pinto’. Non era mia intenzione dare seguito ad un botta e risposta stucchevole, ma vedo che dall’altra parte c’è una volontà ben diversa. Veniamo chiamati continuamente in causa, cercando di fare una caricatura di quello che è il lavoro di questa società. Interviste e comunicati ormai si sprecano. Ultimo in ordine cronologico quello in cui l’avv. Carlo Marino celebra il completamento dei lavori per rendere agibile l’impianto. Peccato che si sia arrivati a questo dopo un mese e mezzo dall’apertura dei cantieri e che tali adeguamenti si sarebbero potuti realizzare tranquillamente prima di quel 3 marzo, data che ha segnato un punto bassissimo per l’intera città di Caserta. Anche di fronte all’evidenza, ci si erge a salvatore della patria. Ad oggi ci sembra che abbia più a cuore l’autocelebrazione legata alle vicende del Pinto, che le sorti della squadra che rappresenta il Capoluogo. Nelle scorse ore abbiamo tenuto fede agli impegni strettamente legati al calcio, saldando tutte le spettanze con i tesserati con largo anticipo. E non era certo un problema pagare l’affitto per l’utilizzo di uno stadio che, senza questa Casertana, sarebbe da anni in stato di totale abbandono. Quindi stia sereno che abbiamo già provveduto! Non ci perdiamo certo per così poco. Domenica la Casertana tornerà a giocare davanti ai propri tifosi. Mettere in dubbio il corretto agire di questa società, ritengo sia ancora una volta poco elegante e piacevole. Visto che il sig. Carlo Marino ha ormai preso tanto a cuore l’argomento calcio, allora si impegni a mettere insieme le risorse necessarie a portare avanti questo club nei prossimi mesi. Perché non ho assoluta intenzione di continuare in questo teatrino ridicolo. Nella mia vita non ho mai dovuto elemosinare attenzione o ospitalità e non lo farò certo ora. Gli auguro solo di saper trovare una soluzione che possa garantire a questi colori lo stesso rispetto e la stessa costanza che abbiamo messo sempre in campo.  Si assuma la responsabilità di tutto quello che accadrà nei prossimi mesi. Spero che ora ritagli lo stesso tempo per risolvere le tante questioni che tengono banco ogni giorno in questa città e che, purtroppo, la relegano sul fondo delle classifiche per vivibilità”.