Sotto canestro… la statistica si evolve! Ovvero: a rimbalzo… i numeri non mentono



Dip a rimbalzo (Foto Gianfranco Carozza)

Che Caserta abbia dei problemi in fase di rimbalzo appare palese anche al tifoso più sprovveduto, ma non sempre l’efficacia di una squadra, sotto i tabelloni, la si può determinare dal semplice dato statistico della media rimbalzi catturati.
Per averne maggior contezza siamo andati a leggere ed analizzare le statistiche stagionali del girone D della Serie B, il campionato cui partecipa la #JC, ed abbiamo avuto conferma di quello che era ben più di un sospetto. Tuttavia in questa breve, ma dettagliata, analisi di carattere generale e di più ampio respiro, verranno fuori aspetti molto interessanti.

(Dati aggiornati al 23° turno di campionato)



Soffermandoci esclusivamente sulle carambole catturate, la Costa d’Orlando Basket risulta la migliore squadra in questo fondamentale, ma sappiamo tutti che i siciliani navigano nei bassifondi della classifica e, tra le ‘corazzate’ del girone, solo Olimpia Matera figura tra le prime cinque. Già questo fa capire come, il numero medio di rimbalzi, preso da solo, dà indicazioni scarne sulla reale efficienza di una squadra nel pitturato. In effetti il dato va contestualizzato con le situazioni di rimbalzo globali. Ovvero: l’effettiva capacità nel ripulire i tabelloni, la si può evincere rapportando rimbalzi catturati a quelli disponibili. Per essere più chiari, occorre determinare il numero di situazioni di rimbalzo in difesa ed in attacco e valutare la percentuale della quale una squadra si è impossessata.
Nella tabella successiva è riportata la percentuale effettiva dei rimbalzi catturati, sia in attacco che in difesa e, attraverso un indice, viene stimata l’efficienza a rimbalzo di ogni squadra.
Sommando i rimbalzi difensivi catturati con quelli offensivi degli avversari si ottengono le situazioni di rimbalzo totali in difesa. Ad esempio, lo Sporting Club Juvecaserta, ha catturato 631 rimbalzi difensivi concedendone 211 ai propri avversari, per un totale di 842 situazioni di rimbalzo difensivo nella quale ha prevalso 631 volte, pari al 74.9% dei casi. Questo vuol dire che, per ogni cento situazioni di rimbalzo difensivo, ne vengono concessi 25.1 agli avversari a fronte dei 74.9 catturati. Viceversa, sommando i 153 rimbalzi offensivi catturati, con i 578 rimbalzi difensivi catturati dai propri avversari, quando hanno giocato contro Caserta, si ottengono 731 situazioni di rimbalzo offensivo nelle quali Caserta ha prevalso nel 20.9% dei casi.

La prima chiave di lettura di questi dati è la seguente: Caserta ha catturato il 74.9% dei rimbalzi difensivi concedendone dunque il 25.1% agli avversari, mentre in fase di attacco ha prevalso nel 20.9% dei casi. Ciò vuol dire che, in difesa, concede più di quanto riesca a prevalere in attacco. Sommando la percentuale dei rimbalzi catturati in difesa ed in attacco, viene fuori un indice di efficienza a rimbalzo pari a 95.9 che è deficitario, in quanto: se una squadra in attacco riprende quanto concede in difesa, la somma delle percentuali sarà 100. Questa ‘parità’, rappresenta la soglia al di sopra della quale una squadra è considerata efficiente a rimbalzo, carente in caso contrario. Con questo criterio, Capo d’Orlando scende al quarto posto, unica tra le squadre con efficienza elevata a non occupare posizioni di vertice in classifica. Resta tuttavia da comprendere l’anomalia di Caserta che, con un’incidenza a rimbalzo superiore solo alla Virtus Valmontone ed alla derelitta Battipaglia, nonostante le note difficoltà sotto canestro, sta dominando il girone.
Dunque, l’inconsistenza a rimbalzo è compensata da altri fattori che cercheremo di determinare introducendo un nuovo indice.

Consideriamo le situazioni in difesa ed in attacco in cui, un’azione, è terminata con un rimbalzo e rapportiamole tra loro. Nel caso di Caserta, ci sono state 842 situazioni di rimbalzo difensivo e 731 offensivo; il rapporto tra questi due valori è 1.15 ed è il più elevato del campionato. Questo indice, che definiremo di “sbilanciamento”, dà indicazioni su quale parte del campo ci siano state più situazioni di rimbalzo. Premettiamo che non è importante che il suo valore sia alto o basso, poiché va correlato con altre voci statistiche consentendo di trarre interessanti conclusioni. Nel caso di Caserta, il notevole sbilanciamento tra situazioni di rimbalzo difensive ed offensive può essere spiegato con le percentuali al tiro molto alte dei casertani che, quindi, sbagliando meno tiri determinano un minor numero di situazioni di rimbalzo offensive. Ma anche una spiccata attitudine difensiva che costringe gli avversari a percentuali di tiro basse, determinando un maggior numero di situazioni di rimbalzo difensive. Le percentuali di tiro di Caserta confortano questa deduzione in quanto, i bianconeri, realizzano da due con una precisione del 56%, primi nel girone, e con il 35% dal perimetro attestandosi al quarto posto. Contro Caserta gli avversari tirano con un misero 28% da oltre l’arco, dato più basso del girone, e con il 48% da due, con la sola Napoli in grado di difendere meglio nel pitturato, con il 47% concesso.

Come accennato, questo indice di sbilanciamento, preso singolarmente ha un significato molto relativo; ad esempio nel caso di Matera è molto basso, e questo indicherebbe che ci sono più situazioni di rimbalzo offensivo. Tuttavia, i lucani, sono una squadra di vertice e l’interpretazione è differente da quella di Caserta e potrebbe essere spiegata con il miglior bilancio tra palle perse e recuperate del campionato, portando la squadra a giocare un numero superiore di possessi. Il che vuol dire: più tiri presi che concessi; ma c’è di più: la squadra dei “sassi”, tira con percentuali nella norma, e mediamente più delle altre dalla lunga distanza.
Fatti, questi, che giustificano il surplus di situazioni di rimbalzo offensive rispetto a quelle difensive.

Oreste Mercalli


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