Il dramma di Astori, la commozione di Enzo Moretti: “Ciao Davide uomo d’altri tempi e campione immenso”



La Cremonese 2007-2008 con Moretti e Astori (sportgrigiorosso.it)

Una stagione insieme inseguendo un sogno. Era il primo anno alla Cremonese per Enzo Moretti dopo l’esperienza di Avellino e un giovanissimo Davide Astori. Il terzino casertano, in diretta a Radiocasertanuova nel corso di ‘Alè Casertana’ ha raccontato il suo legame con lo sfortunato difensore. “Era il primo anno che si affacciava tra i professionisti dopo l’esperienza nel settore del Milan. Tutto ciò che è stato detto e scritto su Davide è tutto vero. Un professionista vero dentro e fuori dal campo. Un ragazzo d’oro, speciale, davvero eccezionale. Della Valle lo ha definito un vero capitano ed è assolutamente così. Non si arriva ad indossare la maglia della nazionale per caso e lui l’ha meritata. Si vedeva che avrebbe fatto carriera perché aveva già basi solide e si è conquistato sul campo il diritto di arrivare fino in A. Sinceramente sono ancora molto scosso, distrutto dal dolore perché un ragazzo di trentuno anni non può morire così. Molto intelligente e colto, con l’umiltà e serenità di vita riusciva a farsi volere bene da tutti. Molto disponibile con tutti, aveva voglia di arrivare, di carpire i segreti di questo mestiere. Tecnicamente era ancora un po’ acerbo ma aveva grosse doti fisiche. Ricordo che alla fine di ogni allenamento ci fermavamo a calciare e lui mi osservava per cercare di capire la tecnica delle punizioni. Quell’anno avevamo una rosa molto forte come Brioschi, Zauli e perdemmo la B solo nella finale di ritorno contro il Cittadella. Lui pur essendo un esordiente aveva dimostrato di meritare un posto fisso in squadra e sembrava davvero un esperto che giocava a calcio da dieci anni”.




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