L’addio di Nesic spacca la Volalto e fa emergere le prime verità sul club rosanero: ecco come stanno realmente le cose

Coach Nesic

La sconfitta con la Sorella Remonda Ipag Montecchio ha aperto una ‘falla’ nel meccanismo della Golden Tulip VolAlto Caserta. La squadra rosanero infatti ha perso per 3-0 contro una diretta rivale per la salvezza e subito dopo la gara in terra vicentina è arrivata una notizia shock: coach Dragan Nesic si dimette. Le motivazioni della scelta dell’allenatore sono affidate ad un comunicato stampa nel quale si sottolinea che “sono venute fuori ancora una volta le nostre lacune ed è difficile portare avanti questo progetto”. Ma c’è di più: il tecnico avrebbe (il condizionale è d’obbligo e tra poco capirete perché) puntato il dito contro la ‘ex’ dirigenza perché le colpe sarebbero tutte “dell’ex presidente Barbagallo e dell’ex direttore sportivo Mario Di Napoli che hanno costruito male la squadra”. Questo il comunicato ‘ufficiale’ che però dopo appena cinque minuti viene smentito, categoricamente, dall’ex allenatore della Nazionale del Montenegro. Ed è qui che casca l’asino. “Quelle dichiarazioni sulle persone della ex società non sono mie”: ha affermato con forza coach Nesic ed è quasi obbligatorio crederci visto il rapporto che lega l’allenatore soprattutto al direttore sportivo Di Napoli. “Ho solamente detto che mi dimettevo prendendomi le responsabilità per la sconfitta e per la prestazione da dimenticare. Ma di certo non ho mai parlato di come fosse stata costruita la squadra”: ha concluso il tecnico. E ne ha ben donde visto che questa squadra è stata sì costruita dall’ormai ex ds Di Napoli (che ha pagato di tasca propria la riaffiliazione alla Fipav) ma con l’avvallo, logico e fondamentale, dell’allenatore. E soprattutto, cosa da rimarcare assolutamente, la squadra è stata costruita con contratti firmati anche da Barbagallo (che ha portato avanti il ricorso per la riammissione in estate fornendo, oltretutto, la fideiussione assicurativa con sua garanzia) ma anche e soprattutto dall’attuale direttore sportivo Agostino Barone e dall’amministratore unico della società (vicino a Barone) Antonio Attimonelli. Le dichiarazioni che sono ‘arrivate’ da Montecchio e che a questo punto lasciano pensare non siano di Nesic sono state ‘costruite’ ad arte per ‘colpire’ la passata gestione e per ‘lavarsi le mani’ per questo inizio difficile di campionato da qualcuno che invece ha sicuramente responsabilità per quanto sta accadendo. L’ultima precisazione riguarda l’aspetto societario della Volalto Caserta: nel comunicato si parla di Barbagallo come presidente ma l’imprenditore ha lasciato questa carica nel novembre 2016 e dopo pochi (il 10 novembre come da visura camerale di stamattina) è diventato amministratore unico della società Antonio Attimonelli che possiede anche l’80% di proprietà della società rosanero (48mila euro dei 60mila di capitale sociale) mentre l’altro 20% è di proprietà di Agostino Barone. E Nicola Turco? Non compare nei quadri camerali della dirigenza, è solamente dirigente del club e presidente per la Fipav. Una incongruenza di carica sulla quale Fipav e Legavolley Femminile dovrebbero, e potrebbero, fare chiarezza.