Lo stadio del nuoto verso la chiusura, il Presidente della FIAS replica a quello dell’Agis: “Pascarella non ha mai incontrato società ed enti. Quante inesattezze nelle sue dichiarazioni”

Lo striscione all’interno dello stadio del nuoto

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una replica al Presidente dell’Agis Pascarella (leggi qui) da parte di Giovanni Esentato presidente provinciale della FIAS – Federazione Italiana Attività Subacquee, sezione Territoriale della Provincia di Caserta. Ecco il testo:

Spettabile Redazione, ho letto il vs articolo relativo alle dichiarazioni del presidente dell’AGIS, Pascarella sulla vicenda dello Stadio del Nuoto di Caserta. In merito a quanto da voi riportato egli oltre a non conoscere la realtà delle cose relative al bilancio dello Stadio del Nuoto che è ATTIVO, a meno che non abbiano “distratto” i fondi in altre spese, mente sapendo di mentire: EGLI NON HA MAI INCONTRATO ALCUN RAPPRESENTANTE DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA! Poi… nello stesso articolo sono riportate alcune inesattezze: quelle dei Vigili del Fuoco non sono “imposizioni” ma prescrizioni a mettere a norma alcuni aspetti legati alla certificazione CE di impianti di refrigerazione e riscaldamento e di segnaletica per i percorsi antincendio e la spesa per mettere a norma le prescrizioni è di poche migliaia di euro. Somma che società ed enti si sono detti disponibili ad accollarsi e certamente non richiede mesi di chiusura. E non vi è alcuna imposizione a chiudere l’impianto. Inoltre il presidente smentisce se stesso affermando che i lavori dureranno 6/8 mesi ma poi afferma che non conosce la durata degli stessi. Le motivazioni della chiusura, smentite dagli stessi Vigili del Fuoco, che nel documento NON menzionano in alcun modo sanzioni o imposizioni alla chiusura, sono rimbalzate a lavori necessari per le Universiadi. Senza dare alle società ed enti alcuna delucidazione sul futuro stesso delle concessioni. In merito poi alla “chiusura dell’impianto” si evince che egli non è competente in materia poiché fermare i filtri e il sistema di ricircolo per in periodo lungo significa arrecare danni irreversibili al circuito di pompaggio e filtraggio, comprese le tubazioni. E allora si che ci vorranno centinaia di migliaia di euro per ricostruire ciò che ignoranza e incompetenza avranno causato. Non gli sarà consentito, a lui come ad altri “nominati” di buttare decine di anni di lavoro di un impianto che è il fiore all’occhiello – uno dei pochi – dell’impiantistica sportiva meridionale.