Duecento alunni del liceo ‘Manzoni’ entusiasti per la Casertana: a gonfie vele il primo appuntamento con ‘Dallo stadio alla scuola’



“Sport, non è solo un gioco. Preparazione, studio e dedizione per la conquista di risultati”. Questo il tema che ha animato la prima tappa del tour della Casertana terrà negli istituti di Terra di Lavoro. Oltre 200 studenti hanno affollato l’Aula Magna del Liceo ‘Manzoni’ dando vita ad una piacevole mattinata all’insegna dei colori rossoblu. Ad aprire la mattinata è stato il dirigente scolastico Adele Vairo che ha fatto gli onori di casa. A lei, il direttore generale Giuseppe Materazzi ha consegnato un pallone ufficiale della Lega Pro con le firme di tutte i calciatori della Casertana: “Incontri come questi sono importanti per avvicinare la squadra ai giovani di questo territorio – ha commentato il dg – E’ quanto mai importante prendere coscienza del fatto che lo sport è uno strumento per veicolare messaggi che vanno oltre il semplice rettangolo di gioco. Tra questi senza dubbio la socializzazione. Importante stare insieme, confrontarsi e maturare esperienze. Il calcio, nello specifico, deve essere visto innanzitutto come un divertimento. Poi, però, alcuni hanno la fortuna di farlo diventare la proprio lavoro. E qui diventano importanti preparazione, dedizione e studio continuo. Nessun risultato è frutto del caso”. A fargli da eco il responsabile dell’Area tecnica Fabio De Carne: “Lo studio è importante. Lo sport è una professione come tutte le altre, per questo richiede dedizione e preparazione. Ai ragazzi dico di scegliere il percorso che sentono più vicino alle proprie capacità. E non si tratta per forza di quello che gli stessi genitori hanno in mente. Fondamentale innanzitutto conservare l’umiltà. E’ una peculiarità imprescindibile per poter crescere”.

La parola è poi passata al tecnico Andrea Tedesco. La sua storia rispecchia in toto il messaggio che si è voluto lanciare con questo atteso appuntamento. Allenatore più giovane d’Italia, laureato in Giurisprudenza e venuto dal basso, puntando soltanto sulle sue forze: “Non bisogna negare che nel percorso di tutti noi c’è bisogno anche di quel pizzico di fortuna che ti permette di trovarti al posto giusto al momento giusto. Per il resto io ho sempre ritenuto che lo sport fosse uno dei pilastri fondamentali della vita di un individuo. Anche quando studiavo, non ho mai rinunciato ad andare agli allenamenti. Mi capitava di correre al campo in orari improbabili. A casa non avrebbero mai scommesso su questa mia scelta. Alla fine lavoro, sacrificio e studio mi hanno permesso di giocarmi la grande occasione avuta sulla panchina della Casertana”.



“Bisogna credere fortemente nelle proprie passioni”. Ivan Rajcic, centrocampista simbolo della Casertana, inizia così il suo intervento: “Nel 1998 ho avuto la fortuna di arrivare in Italia approdando all’Hellas Verona. Venivo via da una Croazia segnata dalla guerra. Per me è stata una grande opportunità e ho voluto giocarmela con tutte le mie forze. Volevo fortemente riuscire nella carriera di calciatore. Bisogna sempre difendere le proprie idee e coltivare i propri progetti con profonda coscienza. Vivere di passioni è importante. Ti permette di trovare sempre stimoli, anche quando la vita ti mette di fronte a situazioni di certo non facili. Arrivato a questo punto della mia carriera sul piatto della bilancia vanno tante altre cose per la scelta della maglia da indossare. Questa città, questo modo di vivere, mi hanno spinto a scegliere Caserta e la Casertana. Ai ragazzi dico di trovare la propria strada e crederci con tutte le proprie forze”. A chiudere il giro di interventi, Roberto Fiorillo. Docente di Metologia dell’Allenamento, proprio con Materazzi aveva inaugurato la sua carriera da preparatore atletico con la Casertana: “Il mister mi diede una grande possibilità. Da quel momento è stato un continuo studiare e cercare di migliorarsi. Ho lavorato in grandi realtà che mi hanno arricchito. Non posso che essere grato a  mister Materazzi. Certi incontri sono importanti per la carriera di ognuno di noi”.

Superati gli iniziali timori, gli studenti si sono cimentati in alcune domande. Dall’immancabile interrogativo al dg Materazzi circa l’episodio che vide protagonista il figlio Marco con Zidane nella finale mondiale del 2006, all’approfondimento di temi affrontati nell’incontro con il tecnico ed il centrocampista. Insomma un grande successo quello di “Dallo stadio alla scuola”, pronto a riproporsi in altri istituti.

Casertana Fc


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