Aversa, nel 2017 bisogna cambiare passo e l’attacco deve dare molto di più



Mario Ramaglia

Ultimi giorni di allenamento per l’Aversa Normanna prima del rompete le righe che sarà ordinato dall’allenatore Mauro Chianese per permettere ai calciatori di vivere con l’affetto dei familiari l’ultimo giorno del 2016 e il primo giorno del nuovo anno. Lo staff tecnico non ha organizzato partite amichevoli in questi giorni e ci sono stati solamente dei test in famiglia che hanno permesso all’ex tecnico della Salernitana di provare e riprovare gli schemi necessari per riuscire a vincere la resistenza della Frattese. Questa prima parte di campionato ha dimostrato che l’Aversa Normanna ha due volti nettamente differenti l’un dall’altro. Può alternare gare importanti ad altre invece deludenti da una giornata all’altra. Ma con il lavoro del direttore sportivo Michele Orabona la squadra è stata completamente rivoluzionata e la speranza è che dal 2017 ci possa essere un cambio di tendenza con una salvezza tranquilla e una posizione di classifica certamente più soddisfacente per tutti i tifosi normanni. Quello su cui bisogna lavorare di più in questo periodo è sicuramente l’attacco. I numeri parlano chiaro: in 17 partite sono arrivate solamente 15 reti. Troppo poco per una squadra che vuole salvarsi e che aveva pensato, ad inizio stagione, di poter competere per la zona play off. Con 15 gol all’attivo solamente tre squadre hanno fatto peggio e sono quelle che ovviamente sono dietro in classifica e cioè l’ultima della classe, il Sersale, il Due Torri penultimo e il Roccella quartultimo. Non a caso infatti la dirigenza ha cambiato tutto in avanti affidandosi a due calciatori di esperienza come Ramaglia e Scalzone, entrambi ritornati ad Aversa dopo un’esperienza negativa. Dai loro piedi dovranno arrivare i gol necessari per la salvezza perché le qualità non mancano e servirà semplicemente riportarle sul rettangolo di gioco. Come semplicemente viene richiesto da coloro che amano questa maglia e che continuano ad incitare il club della propria città.

 




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