IL CAOS. L’attualità Gladiator è una polveriera. Ognuno si prenda la responsabilità delle proprie azioni, è in gioco la passione dei tifosi

Giacomo De Felice e Raffaele D'Anna
Giacomo De Felice e Raffaele D’Anna

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Nel Gladiator regna il caos totale. Con le dimissioni arrivate stamane del direttore generale Salvatore Bruno D’Anna, i tanti tifosi sammaritani hanno fatto sentire il proprio dissenso nei confronti dell’attualità neroazzurra. Sui social network e nelle piazze della città dell’Anfiteatro, sono tante le critiche mosse contro il tanto decantato nuovo progetto sammaritano. La decisione drastica del figlio del presidente è il postumo di una confusione che è scatenata da una sola divinità: il dio denaro. In parole povere, la società neroazzurra credeva, immaginava di poter contare su soldi, promessi da veri imprenditori sammaritani, che mai si sono materializzati. Strano che di questa assenza le figure societarie se ne siano accorte troppo tardi, fatto sta che ora la situazione è molto delicata. La domanda che ci poniamo è perché i vari imprenditori non hanno mantenuto le promesse. Che ci siano delle frizioni, delle cose non dette tra la famiglia D’Anna e la cordata sammaritana guidata da Giacomo De Felice, di cui questi imprenditori fanno parte? Quesiti che non sappiamo se verranno risposti.

A farne le spese sono come al solito i sostenitori sammaritani, le classiche vittime di questo trambusto, che credevano quest’anno di poter assistere ad un campionato da vertice in Serie D, all’interno di un Piccirillo che finalmente può essere preceduto dall’appellativo di stadio. Invece no, a Santa Maria Capua Vetere, mai nulla può andare nel verso giusto. E questo è il punto su cui si stanno lamentando di più i tifosi neroazzurri, stanchi di dover affrontare ogni anno problematiche di natura societaria (negli ultimi anni le vicende Enzo Vito e Ciro Ongari non hanno insegnato nulla). In tanti vogliono conoscere le reali motivazioni delle dimissioni del direttore generale che, da comunicato ufficiale, ha fatto un passo indietro perché non è riuscito a garantire la serenità di cui una società ha bisogno. E’ solo questo il motivo o c’è qualcos’altro dietro? Le sue dimissioni e non quelle del padre sono una mossa strategica?

L’attualità Gladiator è una polveriera che non fa bene ad una squadra che dopodomani ospita in casa la Frattese e domenica va di scena a Cava De’ Tirreni. Ma, con questi chiari di luna, i giocatori come possono scendere in campo con la giusta serenità e con la testa indirizzata solo al campo? Chissà, ora bisogna aspettare i prossimi sviluppi affinché questo caos termini e la situazione torni alla normalità. Non è possibile che tutto stia degenerando ed addirittura si corra anche il rischio che il presidente consegni il titolo al sindaco. E’ arrivata l’ora che le figure dirigenziali, coloro che vogliono bene alle sorti del Gladiator, di una cordata o dell’altra, si guardino in faccia e trovino modo di aggiustare le cose. Che ognuno si prenda la responsabilità delle scelte fatte, è ora di finirla con superficialità ed assenze, promesse e proclami. Il Gladiator rischia di scomparire per l’ennesima volta e questo i tifosi non lo vogliono. Non lo meritano.