IL SIPARIETTO. Il Gladiator e l’esultanza “esagerata” dello staff dirigenziale neroazzurro in Tribuna Strino al “Liguori”

La maretta generatasi al momento dell'esultanza dei dirigenti neroazzurri in Tribuna Strino
Il capannello generatosi al momento dell’esultanza dei dirigenti neroazzurri in Tribuna Strino

TORRE DEL GRECO – Assistere dal vivo ad un gioiello, qual è la rete realizzata da Gianmarco Tedesco al 28° del primo tempo, ha fatto stropicciare gli occhi a quanti erano presenti allo stadio “Amerigo Liguori” di Torre del Greco. Ovviamente la rete è l’elemento che, più di tutti nel calcio, divide i sentimenti e le emozioni delle due fazioni che si affrontano. Alla delusione corallina ha fatto da contraltare la gioia immensa della tifoseria neroazzurra che, nel settore ospiti, ha festeggiato con grande vivacità, portandosi in massa davanti alla vetrata che agisce da recinzione.

Ma la festa è scattata non solo nel settore ospiti ma anche nella Tribuna Strino. Nel loggione aristocratico dell’impianto vesuviano, erano assiepati lo staff presidenziale ed i tanti dirigenti neroazzurri che, come da prassi, godono del privilegio, garantito dalla società locale, di poter assistere alle gare nel punto di maggiore visibilità e con la copertura che, in giornate piovose come quella di ieri, fa sempre comodo.

La disponibilità della società di casa sottintende un comportamento normale, quasi indifferente, della dirigenza ospite ad ogni episodio positivo della propria squadra. Per farvi capire con esempi basilari, basta rammentare tutte quelle volte che un tifoso, pur di assistere ad una trasferta invece che restare a casa, preferisce mischiarsi nei settori del club avversario. E quando arriva il goal dei propri beniamini, il massimo dell’esultanza è godere silenziosamente, stringendo i pugni nel giubbino e rischiando l’infarto per il cuore che batte all’impazzata. E nel caso, soprattutto per gli attori di turno, fare finta di arrabbiarsi e maledire la squadra di cui non sei tifoso e che per di più ha subito un colpo dai tuoi campioni del cuore.

Ma poi accadono quelle volte in cui il goal ti fa perdere completamente la testa e, sinceramente, non te ne frega niente in quale settori ti trovi. E’ quel momento quando dal piede del calciatore parte il tiro che s’insacca, quell’attimo in cui la palla è in volo e supera anche il portiere, entrando nell’angolino. E’ il goal, semplicemente ma inesorabilmente il goal, che ti fa esplodere qualcosa dentro che in certi casi non puoi reprimere, soprattutto quando arriva dopo una settimana in cui tutto è stato preparato per compiere il colpaccio.

Questo è ciò che è successo ieri in “Tribuna Strino”, con diversi dirigenti che, al primo goal di Tedesco, hanno esultato ad alta voce, così come non dovevano secondo la dirigenza corallina, per rispetto di chi ti ospita ma allo stesso tempo non vuole problemi. Mentre i sostenitori locali erano muti, qualche altro urlo si è sentito. Molto più abbottonata l’esultanza della maggior parte degli altri neroazzurri in incognito, tra cui il presidente Raffaele D’Anna, i segretari ed i giocatori in tribuna che si sono trattenuti. Logico che l’urlo non è passato inosservato e di fatti una serie di tifosi locali si è avvicinata, ma nulla è successo con grande comportamento sportivo locale.  E’ scaturita ovviamente qualche frase polemica: “Ma se volete esultare in santa pace, perché non ve ne andate nel vostro settore!”.

Osservazione che non fa una piega e di fatti ha scaturito il provvedimento consequenziale delle forze dell’ordine, le quali, in maniera preventiva, hanno deciso di aspettare l’intervallo per trasferire i vari dirigenti sammaritani nel settore ospiti insieme al resto dei tifosi. E lì tutti insieme hanno potuto prima rammaricarsi per il pareggio e poi, dopo neanche due minuti, esplodere di gioia per la punizione beffarda di Gianmarco Tedesco che ha tagliato le gambe alla Turris, permettendo al Gladiator di espugnare il Liguori quindici anni dopo la scoppola di Gaetano Romano & soci. Un trionfo storico che entra di fatto nel suggestivo libro dei ricordi neroazzurri.