L’EDITORIALE. Il pianto liberatorio di Del Sorbo e la maglia strappata di Grimaldi: il Gladiator mette fine alla Quaresima neroazzurra

Il pianto liberatorio di Del Sorbo e la maglia strappata di Grimaldi
Il pianto liberatorio di Del Sorbo e la maglia strappata di Grimaldi

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Quaranta giorni di carestia, quaranta giorni di penitenza, quaranta giorni di digiuno. Nella stagione della rinascita neroazzurra, la Quaresima è arrivata prima del previsto e di scombussolamenti ne ha creati. Invece di attendere il periodo pre-pasquale che quest’anno ricade tra fine marzo ed inizio aprile, il Gladiator ha anticipato di gran lunga una delle ricorrenze più intense della religione cristiana. Non sono stati quaranta giorni con esattezza, bensì trentasei, ma il senso è lo stesso. L’astinenza dei sammaritani dalla vittoria è durata tanto, troppo e la conclusione è stata festeggiata come una vera e propria Pasqua.

L’ESONERO. Un ragionamento retorico che questa volta calza a pennello per identificare le sensazioni e gli stati d’animo di un ambiente che aspettava questa vittoria da un bel po’ di tempo. Fatta eccezione per il blitz di San Giorgio Apricena in Coppa Italia, i neroazzurri del presidente Raffaele D’Anna sono ritornati al successo, dopo un periodo buio di cui ne ha fatte le spese Luigi Squillante, esonerato giovedì notte e sostituito da Teore Grimaldi. Dopo il trionfo casalingo per 2-0 contro la Sarnese, Lagnena & soci hanno totalizzato quattro sconfitte, un pareggio e la vittoria già ricordata contro la MadrePietra Daunia tra campionato e Coppa Italia. A fare da cornice l’arresto di Giovanni Morico (ora scarcerato) che ha contribuito a spingere nella confusione una squadra partita con tutt’altri auspici.

L'esultanza del Piccirillo per il goal del Gladiator
L’esultanza del Piccirillo per il goal del Gladiator

L’INCANTESIMO. Dalle posizioni di vertice si è passati alla zona play-out così, in seguito all’eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Cavese, la famiglia D’Anna e la cordata che fa capo a Giacomo De Felice hanno preso la decisione di sostituire l’allenatore, ritenuto colpevole dei risultati negativi e di un gioco non convincente considerati i giocatori messi a disposizione. Sulla panchina ha esordito Teore Grimaldi che, a due giorni dall’investitura, ha chiesto solo alla squadra di giocare con tranquillità. Eppure il tabù sembrava proseguire al “Mario Piccirillo”, quando al 27° del primo tempo Del Sorbo si è fatto neutralizzare il rigore dal portiere avversario Dolenti.

LE GESTUALITA’. Quando tutto lasciava presagire che quella fosse un’altra partita stregata, con tanti tiri in porta usciti fuori dallo specchio della porta, ecco che al 67° Antonio Libero Del Sorbo si fa perdonare e di testa incorna in rete l’angolo battuto da Flavio Marzullo. L’ariete di Castellammare di Stabia corre ad esultare insieme alla torcida neroazzurra e si lascia andare in un pianto liberatorio per una rete che al Piccirillo attendeva da quattro anni. Dai festeggiamenti del vantaggio, Grimaldi ne esce denudato con la maglia che gli viene letteralmente strappata dai suoi nuovi ragazzi. Ma non finisce qui. A conclusione di una partita scacciacrisi, il promettente Manuel De Carolis scarica in rete un bolide di violenza inaudita e spazza via ogni cattivo presagio con i tanti colpi della sua mitragliatrice. Ed al triplice fischio è festa grande per i calciatori che vengono applauditi dai propri sostenitori. E’ la Pasqua neroazzurra.