L’EDITORIALE. Organizzazione perfetta per il vernissage del “Piccirillo”. Il Gladiator ha finalmente uno stadio, nel vero senso della parola

I tifosi del Gladiator
I tifosi del Gladiator

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Il “Mario Piccirillo” si è trasformato finalmente in un qualcosa che assomigli all’appellativo stadio. Nel giorno dell’inaugurazione del nuovo volto dell’impianto di via Martiri del Dissenso, gli spettatori hanno avuto modo di conoscere tutte le novità di una struttura che, da fatiscente ed obsoleta, è diventata confortevole e dotata di un’ottima visione. Di quel parcheggio cementificato che è esistito per tre lunghi anni nel settore locali non è rimasto nulla, ora c’è una doppia tribuna prefabbricata che può ospitare circa 750 persone, a cui si vanno ad aggiungere altre 300 che possono assistere alle partite in piedi vicino alle reti di recinzione.

E’ questo il nodo cruciale di una programmazione triennale su cui ha puntato fortemente il trio composto da Giacomo De Felice, Giovanni Morico e Raffaele D’Anna, testardi nel prendere di petto la questione stadio e trovare nella collaborazione della nuova amministrazione guidata dal sindaco Antonio Mirra il placet amministrativo per archiviare anni ed anni di indifferenza politica. Così, nel 2016, lo ribadisco nel 2016, Santa Maria Capua Vetere gode di uno stadio all’avanguardia, agibile ed omologato alle normative vigenti. Ed i cittadini hanno apprezzato, tanto che ieri si è sfiorato il “tutto esaurito” con novecento spettatori presenti. Per tale giornata, calza a pennello il termine francese “vernissage” che, tradotto in italiano, significa “inaugurazione di una mostra d’arte”. La mostra di tante piccole opere d’arte che ora impreziosiscono la struttura sammaritana-

Se questo è stato reso possibile, bisogna dire grazie a tutti i membri dello staff societario e dirigenziale che in questi mesi ha lavorato e sta lavorando con impegno e sacrificio per regalare ai tifosi una giornata indimenticabile come quella di ieri. Il Piccirillo è apparso ai più come uno stadio professionistico, dotato di un sistema di sicurezza efficiente attraverso una schiera di steward, servizio ristoro, due hostess per la Tribuna De Felice, tribuna stampa regolarizzata, settori differenziati, zona spogliatoi che non è più un caos ed impianto audio. Senza dimenticare la scenografia, con le tante bandiere neroazzurre che hanno adornato le mura del Piccirillo (chicca voluta da Giacomo De Felice), i bambini della scuola calcio che hanno accompagnato i giocatori all’ingresso in campo, i vessilli neroazzurri in ogni dove ed infine anche l’introduzione di una nuova speaker: Laura, la figlia del presidente Raffaele D’Anna. Se qualcosa può essere migliorato, è il lavoro del botteghino che potrà velocizzare il ritiro di biglietti da parte dei tifosi che la società si augura possano riempire lo stadio come ieri.

Grazie al Piccirillo, il Gladiator ora ha a disposizione uno stadio nel vero senso della parola, che può essere l’arma in più in questo campionato. Se anche Luigi Squillante lo ha denominato “uno stadio alla vecchia maniera” per quella sua caratteristica di essere a stretto contatto con il terreno di gioco, è facile intuire come i cori di sostegno dei supporters sammaritani si siano sentiti eccome in campo. Una caratteristica che fa del Piccirillo un catino infuocato, fedele solo ed esclusivamente al suo Gladiator.