Peccato Juve, Trento trema ma vince



Un'azione di Trento-Caserta (Foto Marco Petriccione)
Un’azione di Trento-Caserta
(Foto Marco Petriccione)

E’ durato 33’ il sogno della Juvecaserta di sbancare il Pala Trento e coltivare il sogno Final Eight. Dopo un avvio decisamente incolore, i casertani hanno avuto il grandissimo merito di rientrare in partita e comandarla anche per diversi tratti. Grazie al cuore, alla difesa, alla voglia di lottare, la Juve ha fatto veramente tremare una delle compagini più forti d’Italia. Al Pala Trento finisce 71-66 mentre al Pentassuglia, Brindisi perde con Cremona. Doppio peccato.
Menzione di merito, finale, per gli irriducibili sostenitori casertani arrivati in buon numero fino al Pala Trento.

PRIMO PERIODO



In quintetto base c’è Adegboye al posto, ovviamente, di Siva. Jones inizia con le marce alte e segna subito un jump. Trento alza il ritmo e comincia a dominare in vernice dove fioccano le seconde e terze opportunità; Jones spara anche il missile (6-7 al 3’). Caserta tiene ma Wright sgancia il siluro del 11-7 al 5’; la difesa va bene ma l’attacco fa tanta fatica. Dell’Agnello chiama il timeout dopo un paio di palle perse e la zingarata di Poeta (15-9 al 6’). I trentini volano sul +12 con Baldi Rossi mentre l’asfittico attacco casertano continua a fare disastri (sei palle perse). Tocca ad Adegboye togliere il tappo: prima una tripla e poi un recupero con canestro (21-14 al 9’). L’ex Cremona è scatenato: fa 7 punti consecutivi e la Juve torna sul -5. Suona la prima sirena ed è 22-19 con Adegboye che spara un’altra bomba (10).

SECONDO PERIODO

Wright riparte con gli effetti speciali in fase offensiva ma Cinciarini non è da meno. C’è anche Ingrosso che si prende un tiro da 3 senza senso, criterio e logica. Seguono 3’ non proprio esaltanti a livello spettacolare e la Juve resta in partita sul -3. In 5’, l’attacco casertano produce due miseri punti, i trentini non fanno tanto meglio e si resta sul 26-21. Forray inciampa su Gaddefors e si prende antisportivo al 25’: lo svedese firma il -1 poco dopo con una reverse di qualità. Flaccadori e Lockett si ergono a protagonisti ma è Gaddefors il mattatore del momento: lo svedese sale a quota 6 e sigla il 30-27 al 17’. Storie tese tra Downs e Lockett: antisportivo all’americano di Trento. Il cecchino di Seattle insieme ad Hunt firma il pareggio. Gli arbitri, ormai, hanno l’antisportivo facile: stavolta tocca a Cinciarini accusato di aver messo ‘il piede sotto’ a Sanders (tre liberi e possesso). Dell’Agnello si mette a zona ed Adegboye continua ad imperversare. Un intenso primo tempo va agli archivi sul 34-35 dopo la tripla di Jones. La concomitante sconfitta di Brindisi con Cremona regala, al momento, un pass per le Final Eight alla Juvecaserta.

TERZO PERIODO

El bombazo di Forray dà il via alla ripresa e riporta avanti i locali. Ma Cinciarini risponde con la stessa moneta mentre continua la serata ‘no’ di Downs al tiro (0/4). Non è una partita spettacolare ma Pascolo firma il +3 al 24’ mentre Sandrokan ripassa a zona. Il pareggio è nell’aria e la trova Jones col terzo siluro di giornata (41-41 al 25’). L’intensità difensiva dei trentini è paurosa ma la Juve tiene ancora (-4 al 27’) ma Hunt non riesce ad incidere in fase offensiva come nelle ultime settimane. Il cuore casertano è enorme, Adegboye torna ad incendiare l’area trentina ed è ancora -1 (15 punti per l’inglese). Arriva il missile di Giuri, si va all’ultimo ‘stop and go’ sul 47-47. A Brindisi, intanto, Cremona è ancora avanti.

QUARTO PERIODO

Caserta ci crede veramente, bomba di Gaddefors e +2 casertano: al Pala Trento si sentono i tifosi bianconeri. Piovono missili in entrambe le retine: prima Poeta dal parcheggio poi Cinciarini, la Juve resta avanti. Poeta c’ha preso gusto, altro scud dal parcheggio e 56-53 al 33’. Caserta comincia ad imbarcare: break di 7-0 e tentativo di fuga trentina. Adegboye continua la sua via crucis ai liberi (3/6) e Wright e Sanders lanciano Trento sul +10 con 4’ da giocare. Downs e Cinciarini regalano un altro spezzone di speranza ai casertani e firmano il -6 con 2’ da giocare. Il sogno finisce sul contropiede sbagliato da Downs e Sanders chiude i giochi dalla lunga distanza. Peccato.


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