Non è la vera Virtus, ma Caserta deve stare attenta

Gaines marcato (Foto Filauro)
Gaines marcato (Foto Filauro)

La Virtus Bologna è una squadra di grande tradizione, che però ha perso del suo mistico fascino negli ultimi anni. Bel palazzetto la Unipol Arena di Casalecchio di Reno, tra i più moderni in Italia, squadra molto giovane e fatta di tanti “cavalli pazzi” specie per quel che concerne gli americani, che è affidata a un coach esperto come Valli, che fino ad ora ha fatto buonissima impressione, perdendo ma mettendo in difficoltà Sassari in trasferta all’esordio, ma riscattandosi con una vittoria importante (ma meno convincente) contro Capo d’Orlando. Squadra quindi da prendere con le molle, che ha saputo riscattare subito il -2 in classifica e che, come la Pasta Reggia Caserta, ha al momento zero punti in classifica.  Squadra tutta da scoprire che ha in cabina di regia Gaddy, classe 92′ da Washington, che ha ottima geometria, come dimostrano i numeri negli assist, ma che soprattutto sta sfruttando il suo fisico per avere un buon impatto difensivo e recuperare parecchi palloni. Un cliente scomodo per un Ronald Moore che vorrà riscattarsi dopo due partite non certo da mettere nella Hall of Fame personale. Suo ricambio il giovane Portannese, preso dalla truppa felsinea dopo la bella stagione scorsa a Capo d’Orlando dove è cresciuto alla corte di Pozzecco, confermandosi già anche nella nuove categoria. Nello spot di guardia il giocatore forse più di esperienza della squadra, l’americano Allan Ray, che ha avuto una discreta carriera Nba con un passaggio fugace ma importante nella prima ricostruzione di Boston, e che in Italia ha già fatto vedere il suo talento specie nel tempo di Roma e Montegranaro. Se le sue ginocchia non avessero cigolato un po’ troppo spesso, calcherebbe grandi palcoscenici, è un tiratore di razza, che sa muoversi in uscita dai blocchi e sa costruirsi anche da solo le sue conclusioni. E’ il pericolo numero 1 e i 19 punti messi contro Sassari sono un campanello di allarme. Dalla panchina il capitano di Bologna, giovanissimo anche lui, frenato da un problema fisico lo scorso anno, ma che ha già fatto capire la sua leadership, ovvero Matteo Imbrò, giocatore eclettico e dotato di grande carisma, ma che fa dell’intensità il suo pezzo forte. Contro la Juve ha sempre giocato alla grande, e quindi sarà un grattacapo per Molin, che avrebbe volentieri messo sulle sue piste Michele Vitali, per un confronto tutto all’ombra delle due torri. Dalla panchina esce un altro americano interessante, ovvero Hazell, che viaggia a 14 punti di media in 27 minuti di utilizzo, con il 40% dalla lunga distanza. Nello spot di ali, Valli ha a disposizione un pacchetto di giocatori interessanti: Fontecchio è in rampa di lancio, e la sua grande versatilità nonchè la mano educata dalla distanza ma anche potente per schiacciare sono una mina vagante che si unisce a piedi veloci in difesa e grande sostanza a rimbalzo. Pacchetto americano che si chiude con due giocatori da tenere in grande considerazione, con Gilchrist che si è imposto come un pivot atipico ma che sa dare grande sostanza al reparto, mentre Okaro White è tra i rookie usciti dal college di maggior talento, che ha tante armi nel suo arco ed è in rampa di lancio per una chiamata Nba magari al prossimo anno. Mazzola, uscendo dalla panchina è un’arma tattica chiesta da Valli, che ha in lui uno dei suoi fedelissimi fin dai tempi di Ferrara: la stagione a Montegranaro gli ha dato fiducia e quindi la sua sostanza e la tanta legna in vernice possono pagare i dividendi alla distanza. Pivot di riserva, con i suoi infiniti 220 cm, Gino Cuccarolo sta ricevendo minuti e fiducia dal suo coach. Se dovesse giocare contro Caserta sarebbe un vero problema per Molin e i suoi che non hanno nella lunghezza il proprio punto forte. Sarà una gara con tanto agonismo, fatta di dettagli e in cui anche piccoli parziali potranno condizionare l’esito del match.