Juve, un tassello per completare il mosaico

Marco Atripaldi
Marco Atripaldi

Ne manca uno, manca un solo nome all’appello, manca un solo tassello del puzzle, l’ultima tessera del domino che ancora deve trovare quella forza per essere buttata giù in modo tale da avere tutto il quadro completo tra le mani. Un qualcosa che potrebbe arrivare già nelle prossime ore e rendere questo fine settimana di sicuro meno afoso e molto più fresco di quanto si possa pensare. Sul percorso dei bianconeri, dunque, manca un nome ed un cognome per il quintetto. Un nome ed un cognome che andrà ad occupare il ruolo di lungo e pivot titolare, quello che magari a questo punto potrebbe essere o aver cambiato faccia nel corso delle due Summer League di Las Vegas ed Orlando e nelle quali il giemme Atripaldi ha provato a piazzare il colpo dell’estate prima ancora di passare a quello che poi è stato il piano migliore per provare a rinvigorire le speranze e le attenzioni dei tifosi di Terra di Lavoro. Già perché le strade da perseguire tra la scelta dell’ala piccola e quella del pivot, prevedevano entrambi una scelta di un giovane, di una scommessa su cui puntare come nella passata stagione. Insomma un giocatore alla Gaines che nonostante College, D-League ed esperienze lontane dagli States, in Italia ci arriva come da rookie del campionato. Due le opzioni che potevano essere perseguite e quindi o puntare sul numero tre giovane da affiancare allo stesso Gaines e magari con il quale giocarsi minuti e spazio con Michele Vitali oppure, come poi  successo, puntare su di un giocatore di alto livello, di un giocatore esperto, con punti nelle mani e con quella concretezza che coach Molin aveva sempre chiesto quando si è parlato del futuro e della nuova squadra che avrebbe voluto avere tra le mani. Una scelta che poi doveva per forza di cosa determinarne una uguale e contraria per il ruolo di pivot. Va da se che con ogni probabilità la decisione e la possibilità di portare in Italia un giocatore come Sam Young che di Nba di alto livello ne ha masticato e come, ha dirottato il resto delle decisioni, ovvero l’ultima che manca, su quella di puntare su di un giovane in pieno stile Cameron Moore, per poter bilanciare quel mix tra esperienza e gioventù e quindi sregolatezza che in alcuni casi serve e come per fare dei colpi importanti. Ma il basket mercato, potrebbe addirittura riservare delle sorprese. Già perché stando ai rumors che si sentono dai corridoi delle stanze degli addetti ai lavori, il nome di Linton Johnson non sarebbe stato depennato del tutto, ma solo messo da parte. Il perché di tutto questo è stato ancora una volta una sorta di tormentone estivo cosi come a volte capita con la musica e le hit del momento. L’unica differenza è che stagione dopo stagione nella musica cambiano nomi e motivi, nel basket mercato casertano quello dell’ex Sassari ormai divenuto ‘0casertano’ per matrimonio e paternità, è sempre li pronto a spuntare. Quest’anno, però, la voglia del giocatore di provare a stabilirsi nella città della consorte, sembrerebbe aver portato ad una pista molto più percorribile rispetto a quelle degli anni scorsi. Il valore economico della trattativa le richieste di ambo le parti, di sicuro faranno la differenza tra la scelta e la firma di un giocatore che alzerebbe di sicuro ancora una volta un pochino di più l’asticella dei bianconeri ai nastri di partenza della prossima stagione con un roster in cui i margini di errori per inesperienza verrebbero ridotti all’osso e mettendo a disposizione di Molin una squadra completamente opposta a quella della scorsa stagione.