Michelori: “Juve, è la strada giusta”



Andrea Michelori al tiro
Andrea Michelori al tiro

«Ovviamente la sfida e la sconfitta con Pistoia, può essere considerato come il momento più amaro dell’intera stagione». Esordisce cosi Andrea Michelori nel commentare la stagione della Juve a pochi giorni ormai dalla debacle in terra toscana contro Pistoia e che solo per questione di punti di scarto, classifiche avulse e passi falsi altrui, ha privato i bianconeri di esultare di gioia al termine di una stagione che nonostante tutto può avere tanti risvolti positivi per la compagine di Pezza delle Noci cosi come ha potuto affermare il gladiatore bianconero: «E’ stato il momento più amaro dell’anno perché quei playoff li avevamo assaporati per tanto tempo e li abbiamo sfiorati per un soffio proprio nel finale di stagione. Li abbiamo persi non perché abbiamo dovuto rincorrere un avversario in classifica, ma per una mera questioni di punti di scarto che alla fine ha fatto la differenza, insieme alla sconfitta di una squadra come Reggio che forse ci aspettavamo in pochi. Ma nonostante tutto abbiamo avuto dei buoni momenti, siamo arrivati all’ultima di campionato a giocarci un obiettivo che non era il nostro iniziale e l’abbiamo fatto grazie a delle vittorie pesanti e che forse da sole comprovano quanto siamo cresciuti nel corso di questo anno e di quanto siamo stati capaci di fare lavorando sodo in palestra e non arrendendoci mai. E’ logico che alla fine il risultato conta, ma non possiamo certo dimenticarci di quanto è stato un campionato intero. Nella schiera delle cose positivo ci metto anche tutti gli sforzi che la società ha fatto per risanare il tutto e permettere noi giocatori e staff di lavorare nel migliore dei modi. Un piccolo segnale anche verso l’esterno, anche se ora dobbiamo continuare a fare dei passi in avanti per aumentare la stima nei confronti di questo club».

A difesa di quanto dici, si potrebbe prendere la sfortuna di una squadra che ha chiuso la regular season con 15 vittorie, 30 punti. Un fatturato che in altri anni sarebbe di sicuro valso la post season…



«E si un po’ sfortunati lo siamo stati e non aiutati dal momento in cui squadre medio-basse hanno vinto e battuto quelle medio-alte allungando la classifica. Basta pensare a quello che abbiamo fatto noi battendo Sassari, la stessa Siena o magari Cantù. Anche in questo caso ci sono due diversi volti. Da un lato quello ovviamente esaltante di aver ribaltato pronostici che tutti ritenevano impossibili e dall’altra un po’ ha determinato un finale del tutto incerto».

Tra le varie sconfitte, forse quella che pesa potrebbe essere quella di Cremona che all’andata vi ha tolto le Final Eight e a conti fatti con due punti in meno anche i playoff?

«Non sono d’accordissimo nell’indicare solo quella sconfitta. Ci sono stati diversi momenti in cui potevamo mettere al sicuro la qualificazione e penso magari alle due partite di Bologna e Varese dove almeno avremmo potuto portarla a casa. Ma probabilmente anche con una vittoria in più forse ci saremmo trovati a fare altri conti. Insomma sono tutte ipotesi che non potremmo verificare».

Il momento in cui ti sei più esaltato per quanto questa squadra faceva in campo e quello che ti ha destato più preoccupazioni?

«La prima di campionato dove sembravamo una squadra Nba per quello che siamo riusciti a fare in campo e la vittoria a Siena. Per i momenti bui credo che oltre alle cinque sconfitte consecutive, i due punti lasciati a Brindisi sono stati difficili perchè hanno messo in evidenza alcune nostre difficoltà in campo».

Atripaldi nella sua conferenza stima ha annunciato che la Juve punterà alla continuità in campo e di questa continuità ovviamente ne fai parte anche tu…

«Ripartire da un gruppo ben assortito di giocatori e non completamente da zero come è accaduto lo scorso anno, rappresenta sempre un bel passo in avanti. Mancano ancora delle pedine, ma la riconferma di Ronald Moore e di Scott sono segnali importanti. Guardando quest’anno credo che per la prossima stagione quello che dobbiamo aggiungere per migliorare, sono giocatori che ci diano quantità e concretezza, oltre allo spettacolo che non fa mai male».

 Dulcis in fundo Lele Molin. Dopo quest’anno quale il tuo giudizio?

«Un anno che non ha fatto altro che confermare quello che pensavo e cioè che si tratta di un grande allenatore. Ha costruito la squadra che voleva anche se in corso d’opera siamo stati costretti a cambiare qualcosa, ma capita in tutte le squadre. Per il resto nulla da dire e il ripartire da lui come guida, sarà un grande punto di vantaggio per la prossima stagione». 


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