Mi ritorni in mente: Juvecaserta-Cantù



La formazione dell'Indesit Caserta
La formazione dell’Indesit Caserta

Inauguriamo oggi una nuova rubrica dedicata alla Juvecaserta. Con l’aiuto di Lucio Bernardo, memoria storica dello sport di Terra di Lavoro e in particolar modo del basket, rispolveriamo il libro dei ricordi bianconeri. Aneddoti, curiosità e retroscena sulle sfide che la Juve ha disputato nel corso della sua storia. Questa settimana riflettori puntata su Cantù con cui Caserta ha incrociato le armi in campionato per ben 49 volte. 

«Le sfide con Cantù ci fanno inevitabilmente tornare alla mente gli anni ottanta. Caserta era, per certi versi, la fotocopia del club lombardo tanto da meritarsi l’appellativo di ‘brianza del sud’. In quel periodo anche la nostra provincia era piena di industrie (la Indesit fu anche sponsor del club), la famiglia Allievi amava il basket come i Maggiò. Pierluigi Marzorati era la stella di Cantù come lo diventò Nando Gentile per Caserta. I due, tra l’altro, si ritrovarono contro nel 1983 quando la neopromossa Indesit, al cospetto della corazzata  Jollycolombani sbancò il ‘Pianella’. Inoltre il gm Giancarlo Sarti, essendo un ex cestista canturino aveva acquisito quella mentalità vincente. Le battaglie in campo sono state parecchie e molto intense. Le similitudini tra le società facevano diventare le sfide sempre molto calde. Sembravano quasi derby e anche sugli spalti la rivalità era parecchio sentita. Tra le tante è impossibile non ricordare la marcatura di Denis Innocentin su Oscar. Essendo ben piazzato fisicamente, l’ala veneta riusciva a tenerlo a bada con grande furbizia: lo sbilanciava a suon di panciate impedendogli di giocare sui soliti livelli. Un altro episodio curioso  riguarda Dan Gay, altro mito della palla a spicchi. Una volta arrivò in ritardo al palazzetto per colpa di una ragazza e fu costretto a saltare la gara. Quello che Caserta ha sempre invidiato a Cantù è stato il coinvolgimento di sponsor. Da quegli storici Jollicolombani, Vismara, Arexsons, a quelli attuali Chebolletta, Tisettanta ecc. La Juve, invece, doveva accontentarsi al massimo di uno e anche a livello economico i budget erano notevolmente diversi. Insomma Caserta-Cantù fa parte della storia della pallacanestro italiana ed è sempre emozionante vedere giocare due realtà così diverse, ma un tempo molto simili». 




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