Il saluto di Del Gaudio alla sua Caserta

Il play lascia per motivi di studio



Donatella Del Gaudio in azione
Donatella Del Gaudio in azione

Nel basket spesso si va oltre la passione, oltre il cuore e le sensazioni, oltre la semplice palla che rimbalza sul parquet e che si insacca nella retina: ci sono atlete che fanno capolino fugacemente sul palcoscenico, altre che invece lo calcano da un tempo che sembra infinito, altre invece che, quando appendono al chiodo gli scarpini, vorresti che continuassero ancora e ancora. Se negli ultimi anni avessi dovuto pensare a un nome da associare alla pallacanestro femminile casertana, il primo della lista è quello di Donatella Del Gaudio, che ha vestito a partire dalle giovanili le maglie della Coconuda Kalati, del Gymnasium e poi in ultimo quella del Family, con cui proprio settimana scorsa ha concluso (per il momento) la sua carriera, visto che i suoi studi universitari porteranno la neodottoressa lontano dalla città della Reggia. Un playmaker di cui abbiamo apprezzato le doti sul campo, con grandi letture nei passaggi, difesa aggressiva e mano precisa e liftata nel mandare la palla nel cesto. 

Una carriera che l’ha vista sempre scendere sul parquet con una maglia di Terra di Lavoro e che le ha regalato davvero tante soddisfazioni, con un “inizio” che parte da lontano… 



«La passione per il basket mi é stata trasmessa da mia madre (Rossella Musto ndr), che é stata una grande giocatrice, nonché allenatrice e che da 15 anni gestisce il centro minibasket Cittá di Caserta, fondato insieme alla sua migliore amica, Emanuela Gallicola. Quindi, fin dalla mia nascita, ho questa passione nel sangue, visto che giá quando ero nel pancione di mia mamma vivevo sui campi da basket. All’etá di 4 anni ho iniziato il minibasket proprio nel suo centro, dove oggi mi dedico all’attivitá di istruttrice. Dopo il minibasket ho trascorso gli anni delle giovanili alla Coconuda Maddaloni, con una squadra fantastica che per 3 anni di seguito é arrivata a fare le finali nazionali. In quella squadra c’era Federica Guarriello, una compagna di squadra speciale nonché una mia grande amica, scomparsa tragicamente in un incidente stradale all’etá di 16 anni. Un evento che di certo ha lasciato il segno in tutti. E dopo l’esperienza giovanile a Maddaloni, ho esordito per la prima volta in un campionato di serie B». Basterebbe solo questo a definire i contorni di un’avventura emozionante e al tempo stesso difficile, ma è all’età di 16 anni che Donatella Del Gaudio intraprende, dopo la dolorosa scomparsa del Kalati, la carriera in maglia Gymnasium Caserta, facendo parte prima del roster delle giovanili e poi fino ad imporsi come regista della prima squadra, sotto la guida di coach Giancarlo Natale.

Donatella Del Gaudio in palleggio
Donatella Del Gaudio in palleggio

«É qui che sono cresciuta maggiormente come giocatrice, ma anche e soprattutto come persona. Con questa maglia ho trascorso i momenti più belli della mia esperienza cestistica: a partire dalle finali interzonali e nazionali u19, fino ad arrivare all’indimenticabile vittoria della prima squadra con la capolista e corazzata Battipaglia. Sono ricordi indelebili, i più belli in assoluto, perché facevo parte di un gruppo fantastico, composto da ragazze giovani che mettevano il cuore in campo e che non mollavano mai nonostante (sulla carta) il livello delle squadra avversarie fosse più alto». La definitiva maturazione della “fatina” casertana si ha con il Family, quella con cui ha giocato fino a qualche giorno fa: «Ho giocato per tre anni in una societá che pian piano sta crescendo, ma che soprattutto ha tanta voglia e passione. Questo di sicuro è stato l’anno più bello in maglia bianconera, perché si é creato davvero un gruppo unito che lavora bene e che sta ottenendo i risultati che merita, e mi dispiace davvero tanto lasciare la squadra a metá del percorso: sono comunque convinta che il lavoro di questo gruppo pagherà con i risultati». 

Una ragazza che ha sempre dato tutto ma che, come più volte ha sottolineato, non è mai stata sola sul campo, ma che anzi proprio su quel parquet ha creato legami che vanno oltre la pallacanestro e che «Mi hanno aiutato nel mio processo di crescita ad ogni livello. Sono tante le persone che sul mio cammino ho incontrato. A partire da mia mamma, che per me è stato un esempio che ho cercato da seguire. Non va poi dimenticato il mio ‘primo’ coach Palazzino, che mi ha dato la possibilità di esprimermi. Col passaggio al Gym, poi, ho avuto la fortuna di conoscere Giancarlo Natale, una persona come poche, che mi ha fatto fare davvero un grande passo in avanti sul campo e fuori. Sempre in questo ambiente ho avuto la fortuna di conoscere alcune persone che definire speciali sarebbe riduttivo: Claudia e Roberta Margio e Chiara Di Cresce, con cui condivido la mia passione e ho creato un legame bellissimo che trascende le lastre di un parquet. Col mio passaggio al Family la prima persona che vorrei ringraziare è il presidente Enzo Narducci, nonché tutto lo staff bianconero di allenatori, dirigenti, per avermi regalato questa meravigliosa esperienza, e a cui faccio un sentito in bocca al lupo per il prosieguo. Ultime, ma non meno importanti, un legame speciale che ho condiviso, specie nell’ultima stagione è quello con Titta Barone e Clara Del Monaco, due persone eccezionali”. Sperando che questo possa essere solo un arrivederci, ma soprattutto che possa tornare a incantare il Medaglie d’Oro e gli altri palazzetti casertani con le sue magie, non resta che fare un grosso in bocca al lupo alla “fatina” Donatella Del Gaudio ovunque la lunga avventura che è la vita la possa portare, siamo certi che saprà cavarsela e uscirne alla grande, “in her own way”.