
L’avvicinamento alla delicata sfida casalinga, di domenica pomeriggio al Palamaggiò, contro la lanciatissima Virtus Bologna, continua a suonare i suoi rintocchi. La Juvecaserta è chiamata alla conquista dell’intera posta in palio: nonostante l’oggettiva forza della Granarolo dello storico presidente Renato Villalta ed il buonissimo momento di forma di Walsh e compagni, la compagine di coach Molin non può perdere ancora terreno tra le mura amiche. Quello che è sempre stato il fortino juventino, quest’anno è capitolato tre volte in quattro uscite. E’ pur vero che, a Pezza delle Noci, si sono affacciate formazioni come Milano, Roma e Brindisi, ovvero tre team di primissima fascia nella classifica della Lega A, ma il magro bottino di una vittoria non può che essere una mazzata sulla classifica bianconera. Il Palamaggiò, dunque, deve tornare ad essere parquet amico, inviolabile, sesto uomo nei momenti di difficoltà: l’appuntamento domenicale, poi, è di quelli decisamente affascinanti e ricchi di emozioni. La sfida contro le ‘Vu Nere’ ha sempre un fascino spettacolare e diverso in Terra di Lavoro e le ultime incoraggianti prestazioni di Mordente e compagni possono essere un volano per vedere un palazzetto, finalmente, caldo. Il famoso ‘italian job’ della Juve è la spina dorsale di una compagine che sta cercando di trovare un assetto preciso e definitivo: purtroppo ci sarebbe voluto del tempo, e si sapeva, ma alcune difficoltà iniziano ad essere pericolose. La cronica partenza a rilento del secondo tempo, col terzo quarto che diventa una mattanza ed obbliga alle garibaldine rimonte, deve essere il primo appunto da migliorare. Così come le ondivaghe prestazioni degli americani: erano partito come un razzo Roberts che, dopo l’infortunio al piede, sta faticando a ritrovare se stesso. Scott sembrava candidato al ruolo di sesto uomo dell’anno, salvo poi calare paurosamente ed ora vive un periodo di buona forma. Brooks era partito male, oggi è il punto di riferimento offensivo. Moore, nonostante i suoi difetti, era una scheggia impazzita nelle prime giornate mentre nelle ultime due ha racimolato, a stento, 14’ di impiego. Hannah, quello messo sulla graticola sin da settembre da una parte della tifoseria, continua coi sui ‘up and down’ nell’arco della stessa partita. Ma domenica bisogna vincere, senza se e senza ma perchè i punti servono dannatamente.
Intanto una tegola si abbatte nel quartier generale delle ‘Vu Nere’. Questo il comunicato che sancisce l’assenza del talentuoso giovane Fontecchio per la sfida di domenica al Palamaggiò: “La Virtus Pallacanestro Bologna comunica che il giocatore Simone Fontecchio ha problemi legati a un trauma al piede destro, subìto in modo fortuito durante un’azione di gioco. Lo staff medico della società prevede che, tra riposo e terapie, sarà costretto a restare fuori dal parquet per circa tre settimane”. Nelle prime nove giornate di campionato, il giovane virtussino ha tenuto il campo per una media di quasi 9 minuti con 2 punti a partita: è uno dei giocatori della Virtus del futuro anche se, già da tempo, ha dimostrato di essere affidabile. Una rotazione in meno per coach Bechi che, sicuramente, non avrà piacere nel dover fare a meno del suo golden boy.










