Juve a corrente alternata, in finale ci va la Virtus Roma



Jeff Brooks in azione contro Roma (Foto Carozza)
Jeff Brooks in azione contro Roma (Foto Carozza)

Niente da fare, la Juve non riesce a mettersi in tasca la vittoria che sarebbe valsa la finale del torneo cittadino e quindi la conquista del re-match del 2010 ed allora valevole per i preliminari di Eurolega contro il Khimki. Alla fine in finale contro i moscoviti ci va la Virtus Roma che ha dovuto fare non molto per fermare l’avanzata bianconera in campo. Insomma quello che hanno dovuto fare nello scorso torneo sia Brindisi che Milano. Ancora una volta una Pasta Reggia dalle due facce: da una parte una squadra che deve assolutamente crescere insieme in termini di carburazione del motore offensivo, dall’altra la stessa squadra che con il cuore e con tratti di difesa che lasciano ben sperare è riuscita a ricucire più strappi risalendo la china anche dal -10. Conti alla mano, dunque, il taccuino delle indicazioni di Molin dopo la prima giornata del Città di Caserta, per arrivare al 13 di ottobre nella maniera più pronta possibile, non è tanto diverso da quello della kermesse brindisina.

La cronaca. Inizio con pochi fuochi d’artificio da ambo le parti, con la Juve che fatica a trovare il ritmo della partita. Roma non fa meglio con Hosley che sbaglia due schiacciate. La spinta offensiva della Juve, però, arriva dalle mani di Vitali  prima dalla sfuriata dalla lunga distanza e dalla linea ella carità della Virtus per mano di Baron e Goss (10:20). Molin ne ha abbastanza e mischia immediatamente le carte partendo dalla cabina di regia affidandola a Marco Mordente. L’ex Milano fa subito sentire la propria leadership in mezzo al campo dettando disposizioni su ambo i lati. Disposizioni che non sempre la Juve riesce ad eseguire con Moore che si perde il diretto avversario consentendo ai capitolini di allargare la forbice (15:25 al 10’). Dopo un primo quarto passato ad incitare i compagni, coach Molin decide di mettere in campo anche Andrea Michelori per innalzare l’intensità difensiva dei bianconeri. Il gladiatore milanese, fa subito sentire la propria presenza in campo lottando su ogni pallone e dando la carica cosi come aveva già fatto in Puglia (19:26). Il motore a stelle e strisce della Juve non è ancora rodato ed allora l’accelerata giunge dall’usato garantito ed ovviamente dai canestri di Mordente e dal lavoro di Michelori che genere palle vaganti sulle quali si fionda, volando, Roberts (23:27). Il figlio del Texas si prende letteralmente la squadra sulle spalle nel finale del primo tempo e con essa spicca un paio di volte il volo mettendo a segno una schiacciata che definire devastante è un vero e proprio eufemismo (29:33). Sembrerebbe finito il repertorio del natio di Forth Worth, ma nell’ultimo giro di lancette ci mette ancora un paio di canestri – 14 all’intervallo – che consegnano lo scettro del comando alla truppa bianconera (36:35). Il ritorno in campo non è dei migliori per la Juve che incappa in una serie di errori offensivi che innescano i giallorossi in velocità (39:43). La rottura prolungata in attacco ed il break negativo è un copione già visto nel precampionato della Juve che sprofonda fino al -10 prima di risalire la china con quattro punti filati di Moore (45:51). Altrettanto presente sullo stesso copione la reazione della Pasta Reggia che arriva puntuale dalla difesa generando campo aperto e tiri piedi per terra per Moore ed Hannah (56:57 al 30’). Moore innescato sopra il ferro o da rimbalzo d’attacco è un giocatore diverso da quello statico e dal palleggio. Il lungo statunitense ci mette altri quattro punti filati per provare il nuovo sorpasso, ma Jones prima fa bottino pieno dalla linea della carità e poi insacca l’ennesima tripla della serata per il nuovo doppio possesso di vantaggio (56:62). Brooks ci prova il resto della squadra non ci riesce ed allora al giro di boa dell’ultimo periodo di gioco è ancora Roma a condurre le danze (60:68). Nell’ultimo minuto la Pasta Reggia ha per le mani l’occasione di sfruttare il fallo ed il conseguente tecnico fischiato ai viaggianti, ma Hannah fa 3/4 ai liberi e Scott prima commette fallo su Hosley lanciato in contropiede e poi si becca la stoppata che lancia i titoli di coda della serata (67:73).



La gara del tiro da tre punti. Nella seconda tornata dello shootout dalla lunga distanza si sono confrontati Carleton Scott per la Pasta Reggia e Phil Goss per la Virtus Roma. Alla fine della tornata mano freddina per Scott che cede il passo ed il posto all’esterno capitolino che porta a casa il confronto con il punteggio finale di 48 a 39. 

La gara delle schiacciate. Piccolo rammarico per i presenti al Palamaggiò che aspettavano il momento della gara delle schiacciate dopo essere stati deliziati in partita dalle prodezze volanti di Roberts. Purtroppo per problemi di tempistica il confronto ad altezze siderali non ha avuto luogo ed alla fine il premio è andato a Leggio.

JUVECASERTA                    67

 

VIRTUS ROMA                    73

(15-24; 36-35; 52-57)

PASTA REGGIA CASERTA: Mordente 8, Marini ne, Vitali 6, Tommasini ne, Michelori 3, Salzillo ne, Brooks 8, Moore 12, Roberts 14, Hannah 10, Scott 6. All. Molin.

VIRTUS ROMA: Goss 17, Jones 15, Reali ne, Tonolli ne, Righetti ne, D’Ercole, Eziukwu 4, Hosley 17, Marra, Mbakwe 9, Moraschini 6, Baron 5. All. Fucà.

ARBITRI: Martolini, Paglialunga e Caiazza


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