Luise esalta il nuovo corso bianconero



Sergio Luise
Sergio Luise

«Vedere tutta quella gente nella palestrina ad incitare una squadra che non aveva ancora messo un solo piede in campo, applaudire ed essere felici per una nuova stagione, è stato un qualcosa che ha colpito nel profondo anche me che sono del posto, conosco il calore e l’amore che i tifosi casertani possono avere nei confronti di questa squadra». Ha commentato cosi Sergio Luise, che continua a restare il casertano d’hoc all’interno di una Juve che in campo nella prossima stagione, vedrà solo ed esclusivamente l’assistente in panchina di Lele Molin e Domenico Marzaioli (escludendo solo per un attimo i vari giovani della cantera bianconera che di volta in volta saranno aggregati alla prima squadra ndr). «Ma la cosa più importante e più lampante – ha continuato lo stesso Luise – e che ho colto anche dalle tante parole scambiate con i tifosi quando siamo scesi in mezzo alla folla, è stata la serenità che ormai pervade tutto l’ambiente. La serenità di poter guardare avanti e non solo alla singola stagione, la serietà e la fiducia in tanti cambiamenti che sono arrivati in quest’estate e che hanno galvanizzato i nostri sostenitori a pensare un pochino più in la del proprio naso in termini di progettualità. Uno stato d’animo che credo sia dovuto principalmente anche all’arrivo del nuovo sponsor, un qualcosa che ha fatto cambiare il vento al riguardo e che non avevamo da quando c’era Pepsi o Otto, ancor di più se si pensa che l’intervento della Pasta Reggia è un qualcosa di ulteriormente diverso, visto che è il primo caso di sponsor esterno alla proprietà o partecipanti alla società».

Le facce dei protagonisti presentati uno per volta, le ricordiamo tutti. Successivamente, però, a quel bagno di folla c’è stato qualcuno che ha chiesto se quello spettacolo è qualcosa di  o si verificava raramente?



«Beh alcuni, come Roberts, si era informato e quindi in parte era anche preparato a questa cosa, ma più volte hanno chiesto informazioni sul calore o sulla presenza dei tifosi cosi numerosi alle partite o allenamenti cosi come ci sta capitando in questi giorni. Anche in questo caso credo che il dato più importante da raccogliere è stata la soddisfazione che si vedeva in quei ragazzi e si vede tutt’ora nell’aver deciso di accettare l’offerta della Juve e di essere finito a Caserta dove la passione per il basket è un qualcosa più che lampante».

Nei giorni scorsi, poi, tutti gli osannati al raduno, hanno avuto finalmente di mettere piede in campo, compreso Scott. Come l’hai trovato?

«assolutamente bene, cosi come tutti gli altri. Per quanto riguarda Scott si è dimostrato immediatamente molto disponibile e volenteroso di mettersi a disposizione dello staff e volenteroso di conoscere tutti i suoi nuovi compagni sia dal punto di vista umano che cestistico».

Guardare i giocatori dal vivo, poi, fa sempre un effetto diverso che in un dvd. Qualche differenza rispetto alle aspettative?

«Di allenamenti puri con la palla o di 1vs1 o 5vs5 ne abbiamo fatti pochissimi se non nessuno. Certo è che l’impatto che si ha dal vivo è sempre meglio di quello che puoi avere attraverso uno schermo e non per questo deve essere negativo, anzi la sensazione è che dal vivo siamo ancora più convinti delle scelte che abbiamo fatto».

Quale l’impressione migliore che ti hanno dato?

«Credo che sia quella che hanno dato a tutti i tifosi presenti: che lavorano duro, ma che si divertono tanto nel fare ciò che fanno e questo è molto importante».

Senza contare che l’età, da questo punto di vista, aiuta tantissimo…

«Siamo una squadra giovane, siamo una squadra che può sfruttare questo punto di vistra a suo favore, anche se poi di sicuro ci saranno degli aspetti di cui giocatori al primo anno dovranno prendere coscienza, ma quel pizzico di ‘follia’ dovuta all’età non può che farci bene specialmente se mixata all’esperienza dello staff e di giocatori come Michelori e Mordente. Siamo un libro bianco su cui iniziare a scrivere».

E per i capitoli più importanti di sicuro il vostro braccio destro e sinistro in campo saranno, come hai detto, Michelori e Mordente. Spetterà a loro fare da guida…

«Questo è un punto su cui dormiamo non sonni tranquilli, ma di più. Mordente poi è molto più dentro quest’ottica e si sente molto più responsabilizzato dal fatto di essere anche il capitano di questa squadra e quindi di dover essere il faro non solo peri più giovani italiani e stranieri, ma anche nel fare da collante tra gli americani ed il resto della squadra».


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