Stefano a Cantù ormai colonia bianconera



Stefano Gentile in azione (Foto Giuseppe Melone)
Stefano Gentile in azione (Foto Giuseppe Melone)

E’ arrivato l’atteso comunicato stampa e, purtroppo per i tifosi bianconeri, non è partito da Pezza delle Noci ma dal quartier generale canturino. Anche Stefano Gentile giocherà in Brianza andando a rinfoltire una colonia composta già dai coach Sacripanti ed Oldoini. Di fatto, incredibile a dirsi, Cantù sta diventando ‘provincia di Caserta’. Vale sempre lo stesso discorso: è la legge dello sport e dell’ambizione, giusta e sacrosanta, di un ragazzo che vuole migliorare. Non parliamo solo di ingaggio, conoscendo il personaggio è un aspetto marginale, ma soprattutto di ambizioni (vero è, però, che il grido d’allarme della presidentessa Cremascoli ha accesso la luce anche sui problemi canturini).  Ovviamente il popolo casertano non ha accolto benissimo la notizia della firma di Stefano a Cantù: premesso che si era capito da tempo che il più grande dei figli di Nandokan avrebbe scelto un’altra destinazione (l’uscita dal contratto esercitata prima del 30 giugno era un chiarissimo segnale), ma quando tutto diventa ufficiale crollano anche quelle flebili speranze. Stefano va via, raggiunge Sacripanti… alla faccia delle voci che circolavano lo scorso anno. Sì, alcuni hanno parlato di frizioni tra il coach ed il playmaker: meno male che c’erano queste voci, intanto Stefano giocherà ancora per Pino a testimonianza della reciproca stima che li unisce. Rispetto al primo addio, questa volta Stefano va via avendo dimostrato tutto il suo talento, la sua voglia di emergere, la sua grinta. L’ho detto tempo fa, lo ripeto oggi: non bisogna per forza essere un giocatore della Juvecaserta per sentirsi casertano. Bella Stè, buon cammino.




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