Intervista londinese a Marcello Trotta: “Emozionante il goal al Chelsea, al lavoro per il Fulham”

L'attaccante di Macerata Campania intervistato dal nostro inviato a Londra



Marcello Trotta del Brentford
Marcello Trotta del Brentford

Dopo esser sbarcato in Inghilterra per narrare le gesta di Marcello Trotta nella gara tra il Brentford e lo Swindon Town, l’inviato del portale web SportCasertano.it Domenico Vastante ha intervistato da cima a fondo l’atleta casertano. Al termine della gara, nella mix zone della sala stampa del “Griffin Park”, impianto del Brentford, numerose sono le domande su cui egli è stato chiamato a rispondere, dall’esperienza al Brentford al contratto con il Fulham fino all’emozione per il goal rifilato al Chelsea. Proprio per questo motivo, è stato deciso di dividere in due parti l’intervista integrale: la seconda parte verrà pubblicata martedì prossimo.

DOMENICO VASTANTE: Scoccato il tuo quinto anno di esperienza British, come procede la tua vita in Inghilterra? Come ti trovi con il Brentford?



MARCELLO TROTTA: La mia avventura prosegue bene. Da novembre gioco nel Brentford, in prestito dal Fulham, e stiamo lottando per guadagnarci la promozione in Football League Championship (la Serie B italiana). Con i Bees (nomignolo dei calciatori del Brentford) ho avuto qualche difficoltà nell’andare a segno , ma pian piano mi sono sbloccato e sto contribuendo al sogno di questo piccolo club della periferia di Londra di tornare in , a diversi anni di distanza dall’ultima apparizione. L’ambiente mi ha accolto nel migliore dei modi e mi ha aiutato nell’integrazione con un posto completamente diverso da quelli in cui ho vissuto in precedenza. Le due vittorie consecutive contro Swindon Town e Preston ci hanno dato grande slancio e ci hanno catapultato al secondo posto in classifica, un piazzamento che ci garantirà il salto di categoria, se riusciamo a proteggerlo fino al termine della stagione.

Lo stadio dei 'Bees'
Lo stadio dei ‘Bees’

Quanto è differente un club come il Brentford da una piazza ben consolidata del calcio inglese come il Fulham? Noti un supporto diverso tra il “Griffin Park” ed il “Craven Cottage”, rispettivamente stadi del Brentford e del Fulham?

E’ logico che ci siano delle differenze tra due società che godono di un bacino d’utenza abbastanza diverso. Mentre al Fulham si vive quotidianamente sotto i riflettori, il Brentford ha meno seguito ma, nonostante ciò, gode del sostengo di un bel grappolo di tifosi. Nelle ultime due partite casalinghe, vinte contro Swindon Town e Preston, il “Griffin Park” era pieno di tifosi entusiasti per la stagione che stiamo disputando e per la possibilità di regalare loro un traguardo notevole. Il “Griffin Park” ed il “Craven Cottage” sono due palcoscenici e strutture diverse ma, a prescindere dalla categoria, l’atmosfera è la stessa. Il calore che regalano gli stadi inglesi non l’ho provato altrove.

Quanto ci tieni a ritornare alla base ed affermarti agli ordini di coach Martin Jol, potendo contare sull’aiuto di un compagno di squadra del calibro di Dmitar Berbatov? Da questo punto di vista, quanto può essere importante l’esperienza con il Brentford?

Il mio manager al Fulham ha sempre riposto grande fiducia in me e mi ha mandato al Brentford per avere maggiore continuità ed integrarmi sempre meglio in un calcio abbastanza diverso da quello che si gioca a livello giovanile. Ho accettato il prestito, poiché l’anno prossimo voglio assicurarmi più spazio in prima squadra. Fino a metà novembre, ho fatto parte del parco attaccanti dei Cottagers ma non sono mai stato chiamato in causa poiché, insieme a me, c’erano calciatori dall’indiscutibile valore, da Dmitar Berbatov a Hugo Rodallega fino a Bryan Ruiz. Lavorare ogni giorno con calciatori dal grande carisma come Berbatov mi ha aiutato e, spero, mi aiuterà a migliorare i miei movimenti e la mia intelligenza tecnico-tattica in campo.

Durante la scorsa stagione, hai debuttato ufficialmente in Premier League con i Cottagers. Era il 7 aprile 2012 e sei entrato al 88’ al posto di Alex Kacaniklic nella gara tra Bolton e Fulham, disputata al “Reebok Stadium” di Bolton. Ti è sembrato di vivere una favola?

Il top (il gergo inglese di Marcello da i suoi frutti). Sono momenti indescrivibili che ricordo con piacere. Peccato, perché sono andato pure vicino al goal. Sarebbe stato fantastico impreziosire con un goal il debutto in Premier League, ma sto lavorando per esaudire questo sogno il prima possibile.

Il "Griffin Park" di BrentfordEppure contro una squadra di Premier League sei andato a segno.  Nel quarto turno della FA Cup (la Coppa Italia), un tuo goal in girata ha aperto le danze  nel match in cui il Brentford ha inchiodato sul 2-2 niente meno che il Chelsea, la compagine detentrice della Champion’s League. Che emozione hai provato a realizzare una rete contro i Blues di Rafa Benitez?

E’ stato un goal prestigioso poiché mi ha dato risonanza a livello internazionale. Ho visto che il mio compagno di squadra Harry Forrester ha provato la conclusione da fuori area e mi sono fatto trovare pronto sulla respinta di Turnball, controllando la sfera e siglando l’1-0 in girata. Con tutta sincerità, all’inizio non mi sono accorto di quello che avevo fatto; solo dopo qualche secondo ho realizzato quanto avvenuto e mi è piaciuta la bella esultanza di tutta la squadra che mi ha abbracciato, all’interno di uno stadio impazzito di gioia.

I goal contro il Chelsea potevano essere addirittura due, qualora l’arbitro ti avesse convalidato il goal realizzato nel replay-match, disputato due settimane dopo in un impianto ben più glorioso: lo Stamford Bridge. Sei ancora arrabbiato per quell’annullamento?

Un po’ sì. Ero partito in posizione regolare ed ero riuscito ad insaccare la palla alle spalle di colosso come Peter Cech. Sfortunatamente, l’arbitro ha annullato la rete poiché ha preferito non concedere il vantaggio  per un fallo che aveva coinvolto un mio compagno di squadra ad inizio azione. Sarebbe stato il goal del nostro vantaggio in casa del Chelsea, e chissà come sarebbe andata a finire. Più tardi ho nuovamente sfiorato la rete che,però, non è arrivata non permettendomi di affermarmi anche allo Stamford Bridge. E’ come se quella mancata assegnazione ha rotto l’incantesimo ed ha messo la gara in discesa per John Terry & soci che ha stravinto con il punteggio di 4-0.  

Il seguito dell’intervista a Marcello Trotta verrà pubblicata martedì prossimo sempre su Sportcasertano.it. la seconda parte verterà su argomenti diversi rispetto a quelli trattati oggi. dalla lontananza da casa fino alle sirene della serie a, abbiamo svolto un largo approfondimento sulla vita londinese dell’attaccante di macerata campana, promessa del calcio italiano.