Jelovac: “Orgoglioso di questa Juve”



Jelovac sta dando il suo contributo ai bianconeri (Foto Giuseppe Melone)

«Nell’ultimo periodo quando si è parlato di questa squadra, dei risultati che ha ottenuto in campo, quello che mi sono sempre sentito dire è cosa sarebbe cambiate se avessimo avuto in campo due americani. Io credo, invece, che la cosa da sottolineare e di cui parlare è di come Caserta in questo periodo abbia trovato un gruppo di buonissimi giocatori, ma prima di tutto delle ottime persone. Non serve avere due americani in più per provare a vincere o pensare con successo, questo è quello che abbiamo fatto, questo è quello che facciamo e questo è quello che faremo, continueremo a giocare per vincere e pensare in maniera vincente». Ha le idee non chiare, ma cristalline Stevan Jelovac, che prova a spostare un punto fondamentale di una questione altrettanto importante all’interno di una squadra che fino a questo momento ne ha viste di cotte e di crude: quello degli americani mancanti. Una considerazione che in tanti hanno fatto e non solo dagli spalti del Palamaggiò, ma in tutto il mondo cestistico tricolore ed alla quale in maniera chiara e decisa ha dato una risposta il serbo che nell’ultimo periodo è stato tra i più propositivi e presenti in termini di realizzazioni, ma anche di gioco prodotto, della truppa di coach Sacripanti. Quasi a dire che piangere sul latte versato non serve a nulla e a nessuno. Non serviva a loro quando il tutto è successo non serve a chi magari prova a fantasticare con la mente provando a prendere come base quello che questo gruppo ha prodotto senza due giocatori e proiettarlo in una dimensione diversa con altri due giocatori di talento in più. Nel mondo delle ipotesi si potrebbe anche parlare di una squadra che potrebbe tranquillamente avere quattro punti in più, nel mondo della realtà i dieci che Caserta ha in questo momento, sono gli unici sui quali puntare. Anche perché senza tutto quello che è successo, senza gli addii, magari tutto questo ‘fare quadrato’, tutto questo fare gruppo per superare le avversità, non sarebbe arrivato o magari sarebbe arrivato in maniera minore o con molto più tempo sulla tabella di marcia quel senso di orgoglio e di appartenenza che hanno fatto la differenza in partite come quella contro la Cantù di Andrea Trinchieri. «A Brindisi siamo arrivati ad un passo da un’altra impresa – ha continuato il lungo serbo ex Antalya – e ci siamo goduti quattro giorni di meritato riposo specialmente dal punto di vista mentale. Quando si è in situazioni come la nostra, il livello di concentrazione e mentale è sempre alto e staccare la spina per un paio di giorni è sempre cosa buona, aiuta a recuperare quella forza mentale che tanto ci serve. Poi permette a giocatori che vivono non a Caserta di rivedere la famiglia o di trascorrere più tempo con i familiari prima di riprendere a pieno ritmo la corsa verso il nostro obiettivo finale».

E Brindisi poteva essere una ottima occasione per puntare ad un altro obiettivo con molta più tranquillità, le Final Eight…



«Con un successo poteva essere tutto più semplice o quasi, ma ormai è andata come è andata. Nulla è precluso abbiamo ancora una o due possibilità e cercheremo di sfruttarle al massimo. Per quanto riguarda la partita, invece, abbiamo avuto una grande occasione poi abbiamo commesso qualche errore negli ultimi tre minuti di gioco dovuto a dei piccolissimi cali di concentrazione e di energie, ma credo che abbiamo disputato un’ottima partita. Un match dal quale ripartire per affrontare Venezia, specialmente in difesa».

In Puglia c’è stato anche l’esordio di Mavraides, che idea ti sei fatto?

«E’ arrivato il venerdì e subito si è capito dalle prime parole e dal primo allenamento che si tratta di un bravissimo ragazzo e di un buon giocatore, ci darà una mano fondamentale in questa seconda parte di stagione».

Guardando alla tua stagione qui a Caserta fino a questa punto, c’è qualcuno della squadra che ti senti di ringraziare?

«Assolutamente si: Marco Mordente. E’ una grande persona, mi ha aiutato molto in questi mesi sia in campo che fuori è un vero leader ed uno dei migliori della nostra squadra».


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