L’ex rossoblù Romano è in attesa di una panchina



Antonio Romano

“La concezione di allenamento non si ferma solamente al processo globale di sviluppo delle varie capacità per migliorare il rendimento agonistico dei calciatori.
L’allenamento si intende, soprattutto, come un processo per aumentare le conoscenze dei calciatori. Per questo nel mio metodo di lavoro trovano spazio situazioni che stimolano i calciatori a riflettere, a pensare e quindi far lavorare il cervello prima di agire. Cerco sempre di mettermi nei panni dei calciatori per poterli stimolare e rafforzarne la determinazione, aiutandoli a costruirsi una mentalità (vincente) con una costante applicazione sul lavoro”.  

Questa filosofia è stata fatta sua, e nei suoi primi anni di allenatore ha cercato di trasmetterla ai suoi calciatori. Dopo aver incominciato ad allenare nel settore giovanile della Casertana 91/92 e in alcune squadre della provincia ( juniores ) si è trasferito al nord per lavoro. Qui ha trovato subito spazio nella Solbiatese 99/2000 e 2000/01 prima come allenatore juniores e poi in prima squadra. Trasferito dopo due anni, per lavoro, ha allenato nel Molise. Il suo bagaglio tecnico si è arricchito ulteriormente quando è stato chiamato a condurre una squadra femminile, militante nella serie B Nazionale, salvandola prima dalla retrocessione e poi portandola alla soglia della promozione in A. Per motivi di lavoro, ha dovuto lasciare l’impegnativo mondo calcistico dilettantistico, ma non il calcio. Ha diretto in questi due ultimi anni la Scuola Calcio del Paese cui risiede, e da quest’anno, risolti gli ostacoli di lavoro, sta alla finestra, aspettando una chiamata di una società che voglia servirsi della sua levatura tecnica e umana e della sua voglia di ricominciare.




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