Luise punta già Cremona



Sergio Luise

«Sapevamo di non essere favoriti, ma come sempre siamo scesi in campo per vincere e principalmente più concentrati sulle nostre cose che preoccupati di quello che potevano fare gli avversari. Ci abbiamo provato fino alla fine, ma quella contro Milano era una partita da analizzare, sin dall’inizio, senza guardare il risultato finale. Sapevamo che sarebbe stato un esordio di campionato molto difficile contro una squadra di altissimo livello come Milano e che in questa stagione ha un solo obiettivo: vincere». Questa l’analisi, questo il primo flash dell’assistente in panchina Sergio Luise, dopo la sconfitta all’esordio in campionato contro Milano. Una sconfitta preventivata e preventivabile già in partenza verso il Forum di Milano, coi come in tanti capiterà in questa stagione. E’ giusto non scendere in campo sconfitti o scoraggiati, ma quella che mette in campo l’Olimpia non può ch essere considerata una vera e propria corazzata. Un roster di dodici giocatori dodici e non solo per il gusto di dirlo, considerando che basti pensare al dodicesimo della lista, Chiotti, che nell’estate che è appena andata in archivio ha fatto parte e non da comparsa, alle otto vittorie in altrettante partite della nazionale italiana dritta in panca da coach Pianigiani. Un continuo cambiare giocatori senza mai perdere di intensità, talento e soprattutto taglia fisica a differenza, invece della Juve che è una squadra normale e prova anche di una pedina come Jonusas. Eppure qualcosa è apparso. Eppure qualche flash c’è stato. Si guardi alle condizioni di gentile che veniva da un infortunio, dalla tenacia di Chatfield o Mordente che nonostante sia palese che ancora non hanno le gambe per esprimere al 100% il proprio potenziale, hanno con caparbietà provato a fare il proprio gioco basato tanto sulla componente atletica. Oppure alla voglia di Wise e allo spirito combattivo di Michelori che miracolosamente al primo appuntamento ufficiale, sembra aver fatto un grandissimo passo in avanti in termini di energie profuse in campo. Insomma tutti segnali importanti. Tutti segnali da tenere in considerazione per il futuro prossimo e quindi per il vero inizio del campionato contro la Vanoli Cremona.

Quella di Milano, dunque, è stata una partita può essere divisa in due tra primo e secondo tempo. Quali le differenze principali?



«Direi che potremmo dividere ogni quarto in due. Infatti nei primi 6-7 minuti di ogni periodo abbiamo limitato le palle perse e scelto tiri sempre bilanciati, anche in difesa la pressione sulla palla era alta e le linee di passaggio ostacolate nella maniera giusta e che avevamo preparato in settimana. Gli ultimi minuti abbiamo smesso di fare tutte queste piccole cose è abbiamo subito break pesantissimi e che hanno spaccato in due la partita».

Quali le indicazioni positive con le quali si è tornati a casa e dalle quali ripartite?

«Siamo riusciti a produrre di più in attacco con anche una buona circolazione della palla, un maggior coinvolgimento dei lunghi e una difesa che almeno nei primi minuti dei vari quarti é stata attenta. Ripartiamo da questo».

Condizione fisica o atteggiamento tecnico-tattico. Quale dei due punti vi aspettate migliorato quando sarà il tempo di scendere in campo contro Cremona e perché?

«Abbiamo bisogno di migliorare entrambe le situazioni. Dobbiamo cercare una maggiore continuità nell’arco della stessa partita, essere precisi tatticamente e tecnicamente, anche perché  la bassa intensità nella pallacanestro moderna non è vincente».

Che partita ti aspetti con Cremona e cosa ci dovremo aspettare dalla Juve questo sabato?

«Non credo sarà una partita ad alto punteggio, Cremona è una squadra che mette molta energia in difesa che gioca spesso ai ventiquattro secondi e con un ritmo abbastanza controllato. Speriamo di vedere una Juve più fluida che giochi con più fiducia per tutta la durata della partita, ma sicuramente con la voglia di vincere e che lotterà per tutti i 40 minuti».


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