Caja: “Voglio la stessa concentrazione come contro Milano”



Coach Caja

«Dopo la vittoria importante contro Milano, abbiamo avuto una settimana normale e per fortuna senza nessun tipo di problema d intoppo. Abbiamo avuto una settimana tranquilla, seppur le vittorie si sa, sono sempre la migliore medicina per provare a rialzare la testa dopo qualche periodo non molto positivo». Esordisce cosi coach Attilio Caja nell’analizzare la sfida della sua Cremona al Palamaggiò di questo pomeriggio. Una sfida tra due formazioni con lo stesso obiettivo principale, quello della salvezza, anche se per i bianconeri, nel corso di questa stagione, si è più volte aggiunto al fianco della semplice permanenza anche l’impresa dei playoff. Impresa che dopo la sconfitta con Roma è andata un po’ scemata, ma che la matematica non certo condanna. Quindi contro la Vanoli, la Juve si gioca salvezza, la durezza mentale per provare a rimettersi sulla carreggiata della post season, ma soprattutto una vittoria in casa che manca ormai da quattro turni. Durezza mentale, che è stato il motto principale anche per lo stesso Caja che ha poi cosi continuato: «Dobbiamo essere pronti e concentrati cosi come lo siamo stati con Milano. Dal punto di vista mentale in un match cosi importante, punto molto sul carisma e sull’esperienza di Milic che conosce il peso e l’importanza di questi match. E’ dalla sua leadership e da quella che saprà trasmettere ad ogni singolo compagno in campo, che dipenderà gran parte del risultato e della determinazione che metteremo in campo. Senza questa determinazione si andrà in gita, cosi come è successo già altre volte in questa stagione. Dobbiamo essere anche in trasferta, quelli che siamo stati in casa e soprattutto in casa contro Milano per tagliare quanto prima il traguardo della salvezza».

Oltre Milic, ci sarebbe anche Tusek che seppur per poco tempo si presenterà al Palamaggiò da ex…



«Sicuramente Tusek avrà la sua buona parte di importanza in questo match, ma credo che tutto passi attraverso la leadership di Milic».

Rispetto al passato recente c’è stato qualche piccolo cambiamento?

«Dio sicuro stiamo raccogliendo il frutto di un lavoro che in passato è arrivato col contagocce. Con l’arrivo di Rich abbiamo aggiunto esperienza, dal momento che avevamo capito che con due rookies non si poteva andare avanti. Roderick e Lighty assieme non erano la soluzione giusta per restare in Lega A. L’abbiamo capito, modificato e messo dentro un giocatore di esperienza, che conosce questo campionato e che ci da qualità in attacco».

Che Caserta si aspetta?

«Una squadra che fino a questo punto della stagione ha dimostrato di non mollare mai, di non andare mai in sofferenza completa e di giocarsela contro chiunque. Hanno dei giocatori importanti come Collins e lo stesso Smith che da sconosciuto di questo campionato ora ne è il capocannoniere. In più hanno un giocatore che io conosco bene come Righetti e che adoro. Certo l’asenza di Fletcher toglie loro un po’ di presenza fisica, ma hanno giocatori e qualità per mettere in campo quintetti atipici che possono far male, quindi dobbiamo essere attenti e pronti a tutto».

Quale la chiave?

«Determinazione, concentrazione e rimbalzi. Non è una questione di taglia fisica, ma di voglia, cosi come abbiamo dimostrato contro Milano». 


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