La Juve cerca se stessa nella trasferta di Treviso



Coach Sacripanti

Una chiamata importante anche se, oggettivamente, difficile. La Juve cerca di dimenticare la scoppola di Sassari, le sei sconfitte nelle ultime otto uscite, rendendo visita alla Benetton, compagine rigenerata dopo la rivoluzione dello scorso mese. Via Adrien, Scalabrine e Moore (tornati in Nba ma con pochissime fortune) e dentro una batteria di giocatori esperti a questi livelli come Jobey Thomas, Goree ed Ortner. Ovviamente non c’è più anche Alessandro Gentile, finito a Milano in cambio di Viggiano. E’ una nuova Benetton, lontanissima parente di quella battuta, al debutto stagionale, al Palamaggiò. Ma questi sono discorsi che interessano relativamente poco davanti ad una nuova settimana di ‘passione’ soprattutto in zona infermeria. Una settimana abbastanza travagliata per i bianconeri, neanche a dirlo. Fletcher ha accusato un dolore al ginocchio, più o meno è lo stesso problema di Righetti e questo ha ulteriormente minato la serenità del gruppo: «Non ci voleva il problema a Kevin – ammette Pino Sacripanti qualche istante prima di partire alla volta di Treviso -. Il dolore c’è ma potrò utilizzarlo. Per quanto concerne Righetti, invece, si deve valutare con calma, ma può essere che qualcosa possa dare. Nel complesso abbiamo lavorato tanto, c’è stato l’impegno totale da parte di tutti anche se, onestamente, siamo corti».
Bell, invece, come sta?
«Ha un logico momento di flessione visto che il carico di lavoro è arrivato. Cresce, invece, nella conoscenza dei giochi e del sistema; ogni allenamento che facciamo lo aiuta. Certo ci vorrà del tempo di vedere il vero Bell».
Treviso è tutt’altra compagine rispetto a quella dell’andata. Sembra maggiormente quadrata ed adatta a questo campionato…
«E’ evidente. La metamorfosi c’è stata ed è nata sulla grande esperienza di giocatori che hanno qualcosa nell’immediato. Con la partenza di Gentile, i problemi di Sandri ed i pochi minuti a Cuccarolo dire che la linea verde è stata abbandonata. E’ stata sostituita dalla gente esperta, sull’usato mega sicuro».
Dalla linea verde, però, emerge un De Nicolao che lei conosce bene e che ha avuto parole di rispetto nei suoi riguardi…
«Sta facendo bene e sono contento perchè è un ragazzo splendido a livello umano. E’ tra i pochi che può fare il play vero in A, ha doti atletiche importanti, una voglia di arrivare ed un’intelligenza veramente elevata. Ovviamente deve migliorare le letture, ma l’esperienza fatta con Steffè, con Corbani e l’Europeo da protagonista è stato un grande aiuto. Lui si merita tutto il bene, ed a lui mi lega un rapporto splendido e spero di avergli dato una mano».
E’ un momento particolarmente difficile per la Juve, la squadra come lo sta vivendo?
«Ai ragazzi ho detto di non vedere gli assenti ma solo i presenti e di non piangerci addosso. C’è la voglia di provarci come fatto con Venezia. Nessuno deve permettersi una prestazione sotto tono ma fare qualcosa in più; tutti abbiamo una responsabilità maggiore vista l’emergenza in cui versiamo».




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