“Torneo delle Regioni”, Campania-Emilia Romagna 0-0

Il 50' "Torneo delle Regioni"

Preso contatto con il torneo, l’ allenatore della rappresentativa juniores regionale campana Gigi Sorianiello ha rotto gli indugi ed ha mandato dal primo minuto in campo i due casertani Andrea Graziano del Vitulazio e Moulaye Ndiaye della Boys Caserta. Partita di ottimo tenore tattico per il rosanero che ha fermato sul nascere ogni ripartenza emiliana, mentre Ndiaye ha offerto una buona prova sul piano tecnico, prima di uscire al 68’ per far posto a De Biase. Oggi è previsto uno scoglio fondamentale per il prosieguo del torneo: sfida al Veneto con l’ unico obiettivo della vittoria per riaprire i giochi.

Terza giornata Girone 3
Lazio-Veneto 0-0
Emilia Romagna-Campania 0-0
Classifica: Lazio e Veneto 5, Emilia Romagna* e Campania* 2, Calabria* 0

Emilia Romagna, Campania e Calabria hanno già effettuato il riposo.

EMILIA ROMAGNA – CAMPANIA 0-0

EMILIA ROMAGNA: Tonti 7; Cimmino 5.5 (dal 34′ st Esposito s.v.), Magnani 5.5, Elhaoui 5.5, Costa 5.5; Guareschi 5.5 (dal 10′ st Ruggiano 6), Ferrara 6, Placci 6 (dal 39′ st Cuccu s.v.), Buongiorno 6; Fiammanti 5 (dal 14′ st Ragazzi 6), Montorsi 5.5. A disp.: Lasagni, Allodi, Esposito, Grazdhani, Ibrahimi, Pecorari, Ragazzi. All.: Lodi
CAMPANIA: Adinolfi 6, Russo 6, Cavallini 6.5, Graziano 6, De Tommaso 6 (dal 27′ st Architrave 6); Nasto 6.5, Minauda 6, Ndiaye 5.5 (dal 23′ st De Biase 6), Esposito 6 (dal 32′ st Landi 5.5); Sasanelli 5.5 (dal 20′ st Procida 5.5), Tulimieri 7.5. A disp.: Vaccaro, De Luca, Grande, Murolo, Zambrano.
All.:Sorianiello.
ARBITRO: D’Ambrogio di Frosinone
ASSISTENTI: Basso e Mozzarella di Ostia
NOTE: al 38′ pt Minauda (C) fallisce un calcio di rigore; ammoniti Tonti (E), Minauda (C), Adinolfi (E); corner 4-5 (2-2) per la Campania. Recupero 1′ pt e 4′ st

Per quante notti il selezionatore campano mister Sorianiello resterà sveglio a pensare alla quantità di palle gol fallite dai suoi ragazzi contro l’Emilia Romagna? Solo una vittoria oggi contro il Veneto potrà riportare serenità nel volto del tecnico rimasto senza un filo di voce dopo aver incitato e guidato i suoi dalla panchina per tutta la partita. Discorso inverso per gli avversari che hanno tenuto bene il campo solo nella prima mezz’ora, lasciando poi l’iniziativa ai meridionali e dando l’impressione di accettare benevolmente il pareggio in attesa di giornate migliori.
Un giocatore su tutti oggi ha fatto la differenza in campo: il brevilineo Tulimieri ha costantemente messo sotto pressione la difesa gialloblu, dispensando assist e giocate funamboliche per i compagni che però non hanno praticamente mai sfruttato la sua “generosità”. Dopo qualche sortita offensiva guidata da Fiammanti la selezione di Lodi inizia ad arrancare contro la corsa dei giocatori in maglia bianca. Già al 5′ Tulimieri lancia un segnale a Tonti chiarendo che per il portiere non sarà un pomeriggio tranquillo: il bolide di destro scagliato dai 20 metri sfiora l’incrocio dei pali.
Altro pericolo dall’angolo: Cavallini sale in cielo e colpisce il cuore del pallone che esce di pochi centimetri dal palo destro. Al 38′ l’episodio che scatena le proteste campane: Tulimieri guida un contropiede volando per 50 metri palla al piede, nessuno lo ferma tranne Lodi in uscita che lo stende: l’arbitro decreta il rigore, ma non l’espulsione di Lodi come previsto dal regolamento. I campani prima protestano per la decisione e poi si disperano visto che l’estremo difensore gialloblu vola per respingere la conclusione di capitan Minauda.
Nella ripresa la pressione dei ragazzi di Sorianiello aumenta, gli avversari si chiudono a riccio senza riuscire ad attivare ripartenze interessanti. Continua il “Tulimieri show”: al 16′ la palla che libera al tiro Sasanelli è da applausi, l’attaccante spara in porta, Tonti sceglie i piedi per sventare la minaccia. Non finisce qui però, perché stavolta è il neo entrato Landi ad essere lanciato in porta dall’ennesimo numero del “19” campano, questa volta l’interno sinistro sfiora il palo ed esce beffardamente. Il tecnico romagnolo vede i suoi in difficoltà e inserisce forze fresche per allentare il forcing, respirando con qualche punizione guadagnata. C’è tempo per l’ultimo rimpianto della Campania: cross dalla sinistra, in tre saltano in area, nessuno trova le deviazione vincente. 
Oggi non ci saranno più appelli: la Campania dovrà battere il Veneto, l’Emilia Romagna se la vedrà con la Calabria.

LAZIO-VENETO 0-0 

LAZIO: Casali 6; Pucci 6, Simboli 6,5, Cherubini 6, Pralini 6.5; Ubicini 6.5, Sibilia 5.5 (35’st Perfili sv), Ott Vale 5 (15’st Melillo 6.5); Kanoute sv (15’pt Arcobelli 6), Romagnoli 6.5, Di Ludovico 6 (28’st Crescenzo sv) A disp: Dolci, Chiavelli, Lupino, Rossi, Taverna All: Mutalipassi 
VENETO: Martini 6; Sevirani 6, Cofini 6.5,Eller 6, Bellon 6; Fabris 5.5(37’pt Zanella), Boscolo 6 5.5, Soppelsa 5.5 (30’st Soave sv), Maistrello 5.5 (20’st Marchesan 5), Guccione 4 A disp: Pettenò, Tardiani, Chinello, Cazzola, Finotto, Broggio, Gelio, All: Bodo 
ARBITRO: Capasso di Firenze Assistenti: Iannilli e Nicoli di Frosinone  
NOTE: espulso al 34’st Guccione (V) per proteste. Ammoniti Ubicini, Cherubini (L) Calci d’angolo 1-4, minuti di recupero 2’pt

Dopo novanta minuti belli a metà Lazio e Veneto chiudono con un pareggio incolore, ed a reti inviolate, e che è sostanzialmente inutile ad entrambe le formazioni. I ragazzi di Mutalipassi ci hanno messo il cuore dal quarto d’ora della ripresa in poi, ma pagano fatalmente la mancanza di cinismo sotto porta. Nonostante i tentativi a pochi passi da Martini, la palla non è entrata. Il risultato è legato a doppio filo a quanto accaduto sul terreno in cui gioca l’Emilia Romagna.  La gara. Il primo tempo è di una tristezza assoluta, come il volto di Mamadou Diaye Kanoute del resto che deve abbandonare il match, e molto probabilmente la competizione per via di un brutto infortunio nel quale incorre al quindicesimo minuto. La sua spalla non ha retto l’impatto e, in attesa degli sviluppi che verranno riscontrati in ospedale gli facciamo il nostro più caloroso in bocca al lupo. Tornando al calcio giocato, o non giocato a seconda di come la vogliamo vedere, Lazio e Veneto vanno avanti dal primo al quarantasettesimo minuto con uno sterile possesso palla che non conduce a nulla di buono. Tanti i calcioni in avanti e sulle gambe degli avversari, pochi gli schemi realmente sensati e le trovate d’ingegno per provare a buttarla dentro. Quella più chiara, anche se decisamente fortuita, capita ai ragazzi di Bodo alla mezz’ora: sugli sviluppi di una punizione calciata da Guccione, Soppelsa si avvita ed indirizza la sfera verso la porta. Casali per non rischiare devia in corner. Il Lazio invece si fa vedere verso la fine del primo tempo. Sugli sviluppi di un cross dalla destra Arcobelli, entrato al posto dell’infortunato Kanoute, arriva con un pizzico di ritardo sul pallone e impatta male da pochi passi spedendo fuori. La ripresa. Dopo un minuto Ott Vale si guadagna un calcio di punizione sulla fascia destra: Ubicini si incarica della battuta e pesca in area di rigore Romagnoli. Colpo di testa e palla che termina per un soffio sopra la traversa. Al 5′ ancora Ubicini ispira la manovra laziale con una punizione dalla trequarti che Simboli impatta con la fronte spedendo alto. Le prime battute del secondo tempo sembrano a favore dei laziali di Mutalipassi che mantengono il possesso della sfera cercando anche di ragionare tra loro con repentini scambi uno-due, ma la difesa veneta, tiene. All’8′ arriva la prima vera occasione della gara. Pralini riesce a servire dalla rimessa laterale Arcobelli che, appostato sul primo palo riesce a liberarsi della marcatura e a tirare in porta: la palla attraversa tutto lo specchio ma non entra. Cambio argentino in salsa arancioverde. Il Lazio è in palla e Massimo Mutalipassi per trovare il sospirato vantaggio toglie uno spento Ott Vale ed inserisce Melillo. La sua squadra continua a crescere e nel giro di dieci minuti sfiora per tre volte il gol. La prima vede Romagnoli calciare una punizione dalla lunetta dell’area: palla fuori di un soffio sulla sinistra. Poco dopo Romagnoli dalla destra pesca Arcobelli in area. Il marinese si gira e scarica in porta, il portiere respinge e ad Ubicini non riesce il tap in. Non passa molto prima di vedere Melillo affacciarsi in area e tentare un tiro cross che passa in mezzo ad una selva di gambe, senza però rotolare in fondo al sacco. Veneto in dieci. La squadra di Bodo, dopo aver sofferto, si sveglia. Guccione al 35′ centra un palo clamoroso con una botta dai venti metri. Pochi istanti dopo però, dice, probabilmente, qualcosa di troppo all’arbitro e viene espulso. I vari cambi frenano la gara e l’ultima occasione del match rimane un tiro di Crescenzo in pieno recupero dalla distanza che viene deviata in corner dal portiere veneto.L’arbitro però non lo fa nemmeno battere e dopo quattro di recupero finisce quindi a reti bianche, e tra il silenzio di pubblico e giocatori, con il grandissimo rammarico di mister Mutalipassi che non vuole nemmeno commentare quanto al termine della sfida. Il dopogara. Bocche cucite e musi lunghi in casa Lazio, o meglio, non ci sono dichiarazioni pubbliche ma soltanto un confronto all’interno degli spogliatoi tra i ragazzi ed il loro selezionatore. Del resto dopo una gara del genere, o meglio, una seconda parte di gara del genere che ha visto i laziali spingere fino all’ultimo per cercare di sbloccare il risultato è comprensibile che l’amarezza sia tanta. Certo è che il primo tempo, da ambo le parti non è stato convincente, basta ricordare il numero zero nella casella delle occasioni da rete. Difficile dire dove si poteva migliorare, visto che sia il Lazio che il Veneto le hanno provate tutte, più o meno, con schemi e cambi in corsa, per cercare di metterla dentro. Difficilmente si possono riscontrare errori clamorosi, se non una mancanza di cattiveria sotto porta che in questo sport può fare la differenza tra il bene ed il male, tra la vittoria e la sconfitta. E’ arrivato al termine di questo match un pareggio.