Pesaro e Juvecaserta tornano a incrociarsi portando sul parquet una storia fatta di playoff, grandi protagonisti e partite decisive. Per i bianconeri, giocare sul campo della Victoria Libertas significa ritrovare uno dei luoghi che hanno accompagnato le stagioni più intense del basket casertano.
Negli anni Ottanta il confronto valeva un posto ai vertici della pallacanestro italiana. Il 25 aprile 1985, nella seconda gara della semifinale scudetto, la Scavolini superò l’Indesit Caserta 116-111. Era la Juve di Oscar Schmidt, una squadra che cominciava a contendersi traguardi importanti con le grandi del campionato. Pesaro avrebbe poi conquistato l’accesso alla finale.
Le due società si ritrovarono in semifinale nel 1990: sul parquet marchigiano la Scavolini vinse sia la prima partita, 98-82, sia la decisiva terza sfida, 107-102. La Phonola aveva pareggiato la serie al Palamaggiò, ma dovette arrendersi a una Pesaro destinata a conquistare il suo secondo scudetto.
L’anno successivo cambiò il destino del confronto. Il 25 aprile 1991 Pesaro travolse Caserta 109-77 in gara due dei quarti, ma quella pesante sconfitta non fermò la squadra di Franco Marcelletti. I bianconeri vinsero la bella al Palamaggiò 107-91, eliminarono i campioni d’Italia e proseguirono verso lo storico tricolore.
In tempi più recenti, le sfide a Pesaro hanno avuto soprattutto il peso della salvezza. Il 10 maggio 2015 la Victoria Libertas si impose 80-70 nello scontro diretto dell’ultima giornata, condannando Caserta alla retrocessione sul campo, prima del successivo ripescaggio.
Il 26 marzo 2016 arrivò invece un successo bianconero al cardiopalma: 72-71, con il canestro decisivo di Micah Downs a cinque secondi dalla sirena. Dardan Hunt firmò 16 punti, Downs 13 e Marco Giuri 12; a Pesaro non bastarono i 23 di Trevor Lacey e i 19 di Austin Daye.
L’ultimo precedente contro la Victoria Libertas risale al 15 aprile 2017: vittoria marchigiana per 83-67, con Jeremy Hazell autore di 20 punti e Rotnei Clarke di 19. Per la Juve, allenata da Sandro Dell’Agnello, Mitchell Watt ne segnò 19 e Viktor Gaddefors 14. Nonostante la sconfitta, Caserta raggiunse la salvezza matematica grazie al contemporaneo passo falso di Cremona. Un altro capitolo di una trasferta che, per i bianconeri, ha spesso significato molto più di due punti.





