Il presidente della Casertana, Giuseppe D’Agostino, ripercorre i dieci anni alla guida del club, ricordando le difficoltà incontrate fin dal suo arrivo nel 2016. Entrato inizialmente come sponsor, decise poi di rilevare la società quando si rese conto che il rischio concreto era il fallimento. Ecco le sue parole rilasciate al Mattino: “Scelsi di non abbandonare la nave”, racconta, sottolineando come i primi anni siano stati segnati dalla necessità di risanare una situazione economica e amministrativa molto complessa.
D’Agostino rivendica il percorso di crescita compiuto dalla Casertana, evidenziando però la mancanza di un reale sostegno da parte dell’imprenditoria locale: “In questi dieci anni si è parlato spesso di affiancamenti e acquisizioni, ma sono state solo chiacchiere”.
Il sogno stadio
Il principale obiettivo ancora da raggiungere resta il nuovo stadio, considerato fondamentale per il futuro del club. “Credo nello stadio come soluzione di diversi problemi, altrimenti sarei già andato via”, spiega il presidente, fiducioso che, nonostante i rallentamenti burocratici, il progetto possa finalmente vedere la luce.
Il ruolo della famiglia
Un punto fermo della sua esperienza è stato il sostegno della famiglia, in particolare della moglie Maria Teresa. “Senza l’apporto della famiglia avrei lasciato otto anni fa”, ammette D’Agostino, riconoscendo quanto il supporto dei suoi cari sia stato determinante nei momenti più difficili.
Il legame con Guidi e Degli Esposti
Tra le figure che hanno lasciato il segno nel suo percorso, il presidente cita l’ex allenatore Guidi, con il quale è nato “un legame familiare”, e il direttore sportivo Degli Esposti, che gli trasmette “serenità e tranquillità”.
L’appello ai tifosi
Guardando alla nuova stagione, D’Agostino invita l’ambiente a ripartire dall’entusiasmo con cui si è conclusa la scorsa annata, ricordando le immagini dei tifosi che scortavano il pullman della squadra verso il derby con la Salernitana e il messaggio “Sangue e sudore” sulle nuove maglie. “Speriamo di ritrovare lo stesso entusiasmo anche sugli spalti”, conclude.










