Ci sono storie di calciatori che hanno attraversato il calcio di periferia arrivando poi in massima serie. Intrecci del destino che vedono protagonisti giocatori capaci di arrivare in alto partendo dal basso. In italia calcio è calcio ovunque, ma il salto di categoria è da sempre una delle principali ambizioni per chi inizia a muovere i primi passi. La città di Caserta non ha mai vissuto il prestigio e il privilegio di giocare in Serie A ma nel corso della sua storia ha visto diversi calciatori poi imporsi in massima serie. Giocatori capaci con le loro traiettorie di vita di arrivare ad alti livelli fino anche ad alzare trofei importanti. Ne abbiamo scelti tre e ripercorriamo adesso le loro carriere, dalla Casertana al tetto del grande calcio, alla Serie A.
Bucci, dalla Casertana alla Coppa Uefa con il Parma
Uno di questi è Luca Bucci, nativo di Bologna, che arriva alla Casertana nel 1990 e ci resta per due anni, fino al 1992. Due stagioni intense, ricche di emozioni e formative per un portiere allora giovanissimo che proprio a Caserta si forma, cresce e prende il volo verso altri lidi e altri traguardi calcistici. In totale alla Casertana Bucci ha conquistato una promozione in Serie B e ha raccolto 77 presenze. Poi, da lì, l’esperienza alla Reggiana in B fino alla conquista della grande vetrina italiana con il Parma tra il 1993 e il 1998 con cui vince Coppa Uefa e Supercoppa Uefa. Poi la Serie A l’ha conosciuta anche al Torino, a Empoli e di nuovo a Parma. Curiosità, Bucci tornerà in Campania a fine carriera, nel 2009, vestendo la maglia del Napoli: per lui una sola presenza in azzurro.
Petruzzi, Roma nel cuore ma Caserta per il grande salto
Destino simile a Bucci per un altro giocatore che poi si è imposto in Serie A, ovvero Fabio Petruzzi, scuola Roma, romano di nascita, una vita in giallorosso. Dopo essere cresciuto alla Roma, va proprio a Caserta per le prime esperienze tra i professionisti. E lì conosce Bucci. Anche lui resta due anni a Caserta, dal 1990 al 1992, prima di tornare alla Roma. Nel mezzo anche l’esperienza a Udine prima di tornare nella Capitale nel 1994 per restarci sei stagioni. Un lungo percorso e poi l’addio a ridosso dello scudetto vinto nel 2001 con Capello allenatore. Quando accade, Petruzzi è ormai altrove, per l’esattezza a Brescia dove vive la sua seconda vita calcistica: sono quattro le stagioni da protagonista a Brescia per un totale di 108 presenze in Serie A. Poi nel 2004 va a Bologna, ultima esperienza della sua carriera partita, di fatto, da Caserta. In archivio per lui, come per Bucci, la soddisfazione del campionato vinto nel 1991, quello del Girone B di Serie C.
Benny Carbone, un giro del mondo con tappa anche a Caserta
Quando la Casertana conquistò la Serie B, tra i colpi della dirigenza ci fu Benny Carbone che l’anno prima proprio in B aveva segnato 5 gol con la maglia della Reggiana. Quattro furono invece le reti con i falchetti prima di andare ad Ascoli e imporsi poi in Serie A. Una lunga carriera per Carbone con diverse maglie vestite, tra queste quelle di Napoli e Inter. La maglia azzurra l’ha indossata nella stagione 1994-95, l’anno dopo andò per due anni all’Inter e poi conquistò la Premier con lo Sheffield dal 1996 al 1999. Quindi Aston Villa, Bradford, Derby County, Middlesbrough prima di tornare in Italia: Como, Parma, Catanzaro, Vincenza, Pavia e nel mezzo l’esperienza australiana a Sydney. Insomma, un lungo percorso per l’ultimo allenatore della Primavera dell’Inter che, come tanti altri, come Bucci e Petruzzi, suoi compagni, deve tanto a Caserta per l’inizio della sua carriera.









