GRICIGNANO – La fascia da capitano non è solo un simbolo, ma rappresenta qualcosa di molto più profondo. Non viene assegnata necessariamente al giocatore più bravo, ma a colui che incarna lo spirito di sacrificio e ha le doti di un vero leader. Quando i giocatori scendono in campo, il nostro sguardo è immediatamente attratto da quel nastro colorato intorno al braccio. Chi pensa che la fascia sia solo un ornamento estetico o un premio per la carriera si sbaglia di grosso. Spesso si tende a premiare il giocatore più tecnico, quello che segna più gol o fa giocate spettacolari.
Tuttavia, il talento individuale non è necessariamente sinonimo di capacità di guida. Un fuoriclasse può vincere una partita da solo, ma un vero capitano sa come tenere unita la squadra anche nei momenti difficili. Il capitano della Polisportiva Gricignano 1974, fresca vincitrice del campionato di Promozione A Campania, ha il volto di Roberto Petillo. Ecco le sue parole all’indomani del grande successo ottenuto dalla squadra del presidente Cav. Andrea Lettieri:
“È stata un’annata stupenda. All’inizio dell’anno ci eravamo promessi solo di formare uno spogliatoio sano e sincero, perché sapevamo, insieme al direttore e al mister, che con un gruppo solido avremmo potuto fare grandi cose. Così è stato: abbiamo messo il ‘NOI’ prima di tutto e di tutti, e alla lunga questa scelta ha ripagato. Non ricordo un solo momento negativo o uno screzio tra noi. Credo sia stata una stagione perfetta. Siamo partiti bene e abbiamo tenuto testa alle grandi fino a dicembre; poi, a gennaio, è arrivata la svolta. Dopo la sconfitta con il Casoria, sono arrivate sette vittorie consecutive che ci hanno proiettato in testa alla classifica. Da lì abbiamo iniziato a crederci davvero. Ringraziamo tutti, a partire dal direttore e dal mister, che per primi hanno voluto continuare con me un cammino iniziato un anno fa. Ringrazio la società, composta da persone perbene che non ci hanno fatto mancare nulla; persone che trasmettono positività e passione, con la voglia di creare unione e divertirsi. Posso solo essere orgoglioso di aver rappresentato, da capitano, questa città, questa società e i miei compagni di squadra su tutti i campi”.
di Gaetano Molaro










