
Il Basketball, si sa, non contempla il pareggio: si vince, o si perde. Punto! Per raggiungere l’obiettivo (vincere), si predispone un apposito programma: è il ‘piano partita’.
– Domenica ne avevamo certamente uno: qual era?
Perché NESSUNO lo ha (e)seguito?
– L’identità di gioco in un roster, lo definisce
(tra l’altro) un elemento: il ‘playmaking’.
Dov’era, quello nostro, domenica?
– Timmy Bowers, sempre ieri, col suo ‘Clinic’, ci ha fatto vedere la differenza tra: ‘regista’ e portatore di palla.
L’avremo capito, ora?
– Ieri abbiamo raggiunto, almeno, un paio di consapevolezze: Allen NON è Swann; questa squadra, ad oggi, NON è capace di vincere tra le mura amiche.
– La gara ha messo in evidenza tre fattori determinanti: la presenza di un 4(e 1/2), è uno spot di cui non si può fare a meno; puoi segnare pure 30 punti, ma se poi dai vita ad un (+/-) di -21 TU, LA GARA, LA PERDI!!; Siamo una squadra (??) svogliata in difesa.
Juvecaserta-le Naturelle Imola Basket, è stato un match valido per la lotta alla salvezza. L’abbiamo persa due volte: ai ‘punti’ e nello scarto di punteggio (a due cifre).
Questione rotazioni: d’accordo, Cusin era out per infortunio. Qualcuno, però, ci spiega quel mistero chiamato Sousa?
La prossima gara, ce la giocheremo contro Sandrokan Dell’agnello e la sua Unieuro Forlì reduce, peraltro, da una sconfitta. Ve lo dico: sono molto preoccupato!!
Carmine Covino










