L’Associazione Italiana Calciatori (AIC) ha proclamato lo stato di agitazione nei campionati dilettantistici di Lazio e Campania. La decisione, annunciata nell’aprile 2026, è legata al mancato riscontro da parte dei Comitati Regionali alle richieste di modifica della normativa sull’impiego obbligatorio dei calciatori “under”.
In una nota ufficiale, l’AIC esprime rammarico per l’assenza di risposte da parte del Comitato Regionale Lazio e del Comitato Regionale Campania in merito alla richiesta di confermare l’attuale assetto regolamentare per le prossime stagioni sportive.
Secondo l’Associazione, il sistema adottato nell’ultima stagione aveva garantito maggiore libertà alle società nelle scelte tecniche, consentendo di schierare in campo i giocatori più meritevoli e funzionali. Questo approccio avrebbe contribuito sia ad aumentare il livello competitivo dei campionati sia a migliorare il percorso formativo dei giovani, basato sul merito e non sull’età.
L’AIC sottolinea inoltre come l’obbligo di impiego dei giovani calciatori abbia spesso effetti controproducenti: una volta terminato l’obbligo, infatti, molti atleti faticano a mantenere la categoria, finendo frequentemente per retrocedere nei livelli inferiori. Un sistema che, secondo l’Associazione, alimenta aspettative non sempre in linea con le reali prospettive di crescita sportiva e professionale.
Per questo motivo, l’AIC rinnova l’invito ad aprire un confronto rapido e costruttivo, finalizzato a una programmazione pluriennale che sappia coniugare qualità tecnica, sviluppo dei giovani e stabilità normativa, superando l’incertezza degli ultimi anni.
In assenza di risposte concrete, l’Associazione ha quindi proclamato lo stato di agitazione per i calciatori impegnati nei campionati di Eccellenza di Lazio e Campania. La protesta si tradurrà, in via iniziale, in un ritardo di cinque minuti nell’ingresso in campo delle squadre.










