I tempi per la riapertura dello Stadio del Nuoto di Caserta si allungano oltre le previsioni, alimentando preoccupazione tra atleti, famiglie e associazioni. Il tema è emerso con forza nel confronto pubblico promosso dal Movimento 5 Stelle locale e trova riscontro nelle difficoltà quotidiane delle società sportive, costrette a spostarsi fuori provincia per garantire la continuità degli allenamenti.
A più di un mese dalla sottoscrizione del protocollo d’intesa tra la Provincia di Caserta, proprietaria dell’impianto, e la Federazione Italiana Nuoto, il progetto di riqualificazione non risulta ancora definito nei suoi aspetti fondamentali. Mancano indicazioni precise su tipologia degli interventi, costi e cronoprogramma, mentre l’ipotesi di riapertura tra settembre e ottobre 2026 appare sempre meno realistica.
La questione è approdata anche in ambito regionale, con la richiesta di un confronto istituzionale sui disagi per l’utenza, sulle attività a carattere terapeutico sospese e sulle ricadute occupazionali per lavoratori e concessionari. Proprio le concessioni in essere, in scadenza a giugno, lasceranno all’ente provinciale piena libertà di scelta sulle future modalità di gestione della struttura.
Nel frattempo, il protrarsi della chiusura rischia di aggravare le condizioni dell’impianto: la vasca, svuotata da mesi, presenta già criticità che imporranno ulteriori interventi. La scelta di puntare su una riqualificazione profonda, anziché su una riapertura parziale, allunga però l’attesa. E il timore che lo Stadio del Nuoto resti chiuso ben oltre l’autunno 2026 diventa sempre più concreto.









