Nel post gara di Paperdì-Power Basket Nocera ecco l’analisi di coach Lino Lardo: “Complimenti a Nocera che ha meritato la vittoria. Perciò assolutamente bravi, hanno giocato con la fame, con il cuore e anche con buone giocate. Cosa che noi non abbiamo fatto, non siamo brillanti, è un periodo che non siamo brillanti, non è solo stasera.
Basta scusanti, ma questa settimana abbiamo fatto solo due allenamenti di squadra. Avevamo i due recuperati, Laganà un po’ più avanti, Sperduto pian piano rientrerà anche lui. E poi avevamo Keller e Radunic con vari problemi.
Ci stiamo allenando poco e male, ma più che male non con intensità come vorremmo. Il frutto di questa sconfitta e anche della sconfitta di domenica scorsa è quello che non riusciamo ad allenarci bene. Ma questo non toglie che una partita del genere in casa nostra la dobbiamo portare a casa.
Io sono l’allenatore e il primo responsabile sono io perché anche in condizioni di emergenza devo dare alla squadra un’identità. Una cosa che abbiamo smarrito nelle ultime settimane e che dobbiamo ritrovare il prima possibile. È un periodo un po’ difficile per noi, siamo un po’ stanchi, ma quel cuore e quella fame che dobbiamo avere sempre non ci deve mancare.
È giusto dire che ci siamo guadagnati i piani alti della classifica giocando bene, giocando con intensità. Questa squadra piace perché ha dimostrato questi valori, queste qualità.
Adesso ci vengono meno, ma le grandi squadre devono sopperire a questo. Oggi ci siamo sciolti, è vero, non abbiamo mai avuto la sensazione di avere la partita in mano. Eravamo due giri indietro gli altri, però una cosa che non mi piace è che mentalmente non siamo stati forti.
Abbiamo mollato e questo non va bene se vogliamo comunque rimanere lì sopra. Lunghissima la strada, in un arco del campionato ci sono questi momenti, perciò ricordiamoci sempre quello che stiamo costruendo. Adesso è un momento dove stringiamo i denti e nelle difficoltà si vede veramente quanto riusciremo di nuovo a ritrovare quell’identità.
Sottovalutata? Non si devono aspettare che la partita non sia punto a punto, bisogna giocarle tutte, rispettare tutti. Non siamo nessuno, questa squadra non ha vinto ancora niente, perciò dobbiamo avere la stessa fame di chi gioca per salvarsi. E perciò assolutamente no, il nervosismo non esiste.
Qui c’è un bel ambiente, la società ci mette in condizioni di lavorare bene, perciò il nervosismo non ci deve essere. Non abbiamo avuto quella lucidità, quella voglia che parlavamo mentalmente di sopperire a una serata un po’ così. Le altre volte l’abbiamo fatto, questa volta no, ma assolutamente non voglio parlare di nervosismo perché non esiste”.










