Il 29 gennaio 2020. Floro Flores chiudeva la carriera a Caserta dopo aver giocato 572 gare ufficiali da professionista con 116 gol e oltre 31mila minuti giocati. Arrivò a settembre 2018 con l’ovazione dei 5000 del Pinto per il loro nuovo messia. Ma l’entusiasmo non bastò per lasciarsi alle spalle problemi e infortuni. Una parentesi breve ma intensa, che ha lasciato il segno soprattutto per il peso simbolico del suo arrivo. Un calciatore di esperienza internazionale pronto a mettersi al servizio di una squadra ambiziosa e di un progetto di rilancio. In campo, Floro Flores portò leadership, personalità e professionalità, diventando un punto di riferimento per i compagni più giovani. L’avventura in rossoblù come detto non fu semplice, segnata anche da problemi fisici che ne limitarono il rendimento e la continuità. Nonostante questo, il suo contributo andò oltre i numeri: presenza nello spogliatoio, esempio quotidiano e legame diretto con i tifosi, che ne hanno apprezzato l’impegno e il rispetto per la maglia. Quella con la Casertana è stata una tappa finale di carriera, vissuta con serietà e senso di appartenenza. Un’esperienza che resta nella memoria della piazza come il simbolo di un calcio fatto anche di scelte di cuore, oltre che di risultati. Domenica tornerà in quello stadio da avversario. Lui che ha sostituito Auteri sulla panchina del Benevento, ha colto 5 vittorie su sei gare portando gli stregoni dal terzo al primo posto, giocherà contro quel pezzo di passato in cui non ha lasciato il segno ma che è stato l’inizio della sua nuova vita calcistica. Entrò infatti a far parte del settore giovanile allenando l’under 17 avviandosi così alla sua carriera da allenatore.









