Giuri contro Poeta (Foto Francesco Funaro)

Finalmente una buona notizia, autentica: “la Juve batte Torino…”

Lo so, suona strano: la Juve che batte la sua città. Un po’ un’ironia della sorte, se vogliamo, tranne che per un particolare: non è la Juve di Allegri ma la JuveCaserta.

La più amata dai casertani. Forse. S’adda vedé ancora.

Ce ne sarebbe un’altra di curiosità: i campani che battono i “piemontesi”. In effetti, avevamo un conto aperto con loro. No, un attimo, non mi riferisco alla sconfitta subita all’andata, ma a quella ferita ancora aperta inflitta nel lontano 1861.

Va beh, mi fermo qua per non infiammare gli animi dei romantici di Franceschiello. In fondo, “qui si parla solo di Basket” (citaz.), perciò niente politica, torniamo al racconto del match.

Dunque, la Pasta Reggia: vince, convince, ed avvince un pubblico caldo e “presente” anche nelle fasi più difficile del 3° periodo.

Vittoria doppia, insomma, perché vince anche il tifoso, ma non è tutto: si consolida anche la permanenza in Lega A. Quindi, le vittorie maturate passano e tre, a conti fatti: i due punti, il pubblico e la Serie A.

Tutto qui, direte voi? Nemmeno per sogno, c’è una quarta vittoria: la sfida in cabina di regia. Quella la vince di sicuro Capitan Giuri.

Perciò, il tris, diventa un bel poker. Finita? Macché, nun ce pensate…

C’è dell’altro: c’è la prova d’autore di Cinciarini -con la sua serata monstre nell’ultima frazione di gioco- l’altra sera nei panni dell’arma tattica tenuta dormiente, e attivata al momento opportuno; ben 5 uomini in doppia cifra, con buone percentuali dall’arco. Finalmente, aggiungerei, era ora.

Praticamente, Coach Sandrokan, ha calato una poderosa “scala reale”; una partita giocata ai limiti della perfezione, quella vinta dalla JCe.

Una gara in cui, il livello di concentrazione, è rimasto sempre alto.

Salvo quei minuti che ci sono costati un parzialone di 25-9 a nostro sfavore. La situazione falli ha un po’ condizionato la ripresa del gioco, e noi abbiamo pagato in lucidità, affrettando troppe conclusioni.

A questo, aggiungiamo anche qualche clamorosa botta di culo (da “3”) dei torinesi -veramente tarantolati dalla lunghissima- più un paio di “assoli”, decisamente naif, eseguiti dal ‘Poeta’ (sempre il solito marpione) col doppio obiettivo di spezzare il nostro incalzante ritmo, e poi farci innervosire.

Purtroppo per lui, ahimè, a poco è servita quella breve bagarre e, oltretutto, il play battipagliese s’è beccato una stratosferica stoppata -da accademia- più un tecnico per proteste. Senza contare i sonori e sontuosi “chi t’è ‘mmuorto”, offerti da una generosa platea. Assolutamente indefessa. E senza nessuna sanzione, a quanto pare.

Insomma, a tutte queste provocazioni, sollecitazioni, paura di (ri)perdere, Watt & Co. hanno risposto con un contro breack di 19-6 ed un ancor più micidiale quarto periodo, capitalizzando un ricco 29-13.

Di cui, 14 portano in calce la firma del nostro uscente #10.

BAT permettendo; Pesaro permettendo, ovviamente.

Nella mia memoria restano impresse sia quella mega stoppata, che il sottomano del “Presidente Johnson” a fil di sirena nel 2° quarto.

Ma anche le bombe di Berisha, e le carambole catturate da Mr. Lampadina, sono state un fattore determinante. E diamine: stavolta l’assenza di Sosa non s’è sentita manco pe’ niente.

In conclusione: solo con una prova corale, così ben interpretata, si poteva portare a casa un successo così fondamentale. A pensarci bene, ci sarebbero bastate altre tre vittorie -giocando così- e l’accesso alla post-season (8° posto) era ampiamente alla portata. Oppure no?

Pesaro: stai in campana, stiamo arrivando! Forza JuveCaserta.

Ultima curiosità e concludo: pare sia stata intercettata una conversazione tra Marchionne e John Elkann. Eccovi la trascrizione:

«Sergio, come va lì da te, in Cina?»

«La Mercedes ci ha doppiati: siamo secondi. Giù a Caserta come va?»

«Sergio, ci hanno rottamati!»

«Dannazione: siamo con “l’acqua” fino al collo..!»

«Però guardiamo il bicchiere mezzo pieno…»

Carmine  Covino  















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