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Scossone nella Virtus Carano, il patron Emilio Di Tommaso: “Abbandono tutto!”

Il comitato campano Figc, a sua detta, ha snobbato la compagine aurunca

Il patron della Virtus Carano Emilio Di Tommaso

Scossone nell’ambiente caranese. Il patron Emilio Di Tommaso minaccia di mollare il progetto Virtus Carano qualora non fosse fatta chiarezza sulla denuncia di illecito sportivo presentata dalla società aurunca in merito ai fatti della partita contro la Vis San Nicola. Il noto imprenditore ha riproposto l’attenzione su un episodio deplorevole che ha avuto un ruolo principale nella stagione caranese, dopo esser venuto a conoscenza dell’esito fortunato del reclamo del Monte di Procida riguardante la posizione irregolare del calciatore del Progreditur Marcianise Giuseppe Rosi, accoglimento che di fatto ha aperto le porte dei play-off ai montesi. E’ l’atteggiamento differente della commissione disciplinare campana nei confronti della sua compagine ad aver mandato su tutte le furie il massimo dirigente Emilio Di Tommaso che tuona: “Sto pensando seriamente di mollare tutto. Ho partorito questa idea dopo aver assorbito le conseguenze di un atteggiamento degli organi competenti completamente di parte che hanno falsato il campionato della mia creatura. Mentre il Monte di Procida ha dovuto attendere solo cinque giorni per vedere accolto il proprio reclamo, noi siamo stati snobbati per lo scempio della gara con la Vis San Nicola, partita che ha penalizzato in modo determinante la stagione. Abbiamo sporto regolare denuncia per una direzione arbitrale indegna, colpevole di averci annullato tre goal regolari e non aver fischiato un rigore sacrosanto. Il giorno dopo il mio direttore sportivo Paolo Filosa ha presentato le dimissioni irrevocabili e da lì tutta una serie di problemi interni che hanno rovinato il nostro campionato”. Non si frena la rabbia di Di Tommaso che continua imperterrito il suo messaggio di accusa: “Sono incavolato con il sistema calcio che in Campania non funziona. Questo calcio è malato e di questo se ne sono accorti anche i presidenti delle altre squadre di Eccellenza con cui mi sono confrontato. Adesso io esco da questo mondo pieno di finti perbenisti e porterò alla ribalta questo grave episodio di incuria giudiziaria tramite i programmi televisivi delle Iene e Striscia La Notizia. Chiederò udienza al presidente della Lega Nazionale Dilettanti Carlo Tavecchio ed al presidente della Figc Giancarlo Abete perché voglio che venga fatta chiarezza sul mio caso. Le regole sono regole e vanno rispettate; io ho il diritto di sapere chi e per quale motivo ha manomesso il mio campionato”.















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