Cari tifosi vi scrivo: esiste solo la Juvecaserta



I tifosi della Juve (Foto Filauro)
I tifosi della Juve (Foto Filauro)

Cari tifosi, mi rivolgo a voi. Chi mi conosce, personalmente e non per sentito dire, sa la mia storia umana al fianco di questa maglia, questa canotta, che per me (ma come per tanti, sicuramente) va oltre il mero risultato sportivo. A Caserta sono arrivato da bambino, grazie alla JUVECASERTA ho iniziato ad amare questa città e questo sport che resta il gioco più bello mai inventato. Sulla mia pelle c’è e ci sarà finchè respiro il simbolo della squadra della MIA città. Ho accompagnato questi colori in giro per l’Italia, dall’A1 alla B2, ed in Europa senza mai dimenticare l’orgoglio di essere una piccola parte di una storia meravigliosa. Perché essere un tifoso, giornalista o quello che volete della JUVECASERTA è un vanto, un onore, una responsabilità ma è anche una sensazione unica ed indescrivibile. E nessuno potrà mai capirlo se non è casertano. Forse queste mie parole fregheranno zero alla maggioranza, ma mi sentivo di scrivere queste righe e non la solita rubrica ‘Tutta la verità’. Per la prima volta nella NOSTRA storia ci giochiamo tutto in casa, nel NOSTRO Palamaggiò; quel che abbiamo conquistato e perso, l’abbiamo fatto sempre lontano dalla NOSTRA Reggia del Basket. Mercoledì abbiamo, per la prima volta, l’occasione di essere noi casertani a giocarci tutto in casa. E’ un’occasione da non perdere e la società ha fatto il suo dovere mettendo il biglietto ad 1 euro. E’ l’occasione per cancellare l’ultima retrocessione e non entrare nella storia… dalla parte sbagliata. E’ l’occasione, ultima, per spingere questo gruppo di giocatori ad un traguardo importante e che, piaccia o meno, si meritano di conquistare. Possono piacere o no, ma i tifosi casertani, voi tifosi, avete il dovere di sostenerli per 40’. Lo dovete fare anche per tutto un popolo che non potrà essere a Pezza delle Noci e pagherebbe oro pur di esserci. In quei 40’ state vicini alla squadra, se uno sbaglia applauditelo ed incitatelo, non fischiatelo. Da tempo ho abbandonato i gradoni della curva Ancilotto per accomodarmi nella zona stampa; forse un giorno (lo spero) abbandonerò anche quel settore ed andrò altrove, ma mercoledì vorrei essere lì in mezzo a voi. Per onestà intellettuale e per il rispetto di chi mi paga, ho il dovere di assistere silente al match, lasciando il cuore a casa, azionando il cervello (si spera). A voi chiedo di essere anche la mia voce. A voi chiedo di cantare anche per me. A voi chiedo di portarmi in curva, in tribuna, nel parterre e non lassù in piccionaia. Vi chiedo un’ultima cosa; fino a mercoledì pensate solamente alla JUVECASERTA perché, come mi hanno sempre insegnato i miei capi curva, ‘la maglia resta, tutti gli altri passano’. Fino a mercoledì provate tutti ad essere un muro bianconero al fianco della maglia. Fino a mercoledì evitate di scrivere: “Iavazzi vattene”, “Iavazzi salvatore della patria”, “Dell’Agnello dimettiti”, “Dell’Agnello è il migliore al mondo”, “Siva è scarso”, “Jones si è svegliato tardi”, “Ah se avessimo avuto Gaddefors”, “Ci vogliono gli attributi di Giuri”, “Cincia non difende”, “Hunt è una pippa dalla lunetta”, “Perché non mette Johnson?”, “Ghiacci doveva giocare più minuti”, “Downs è un fenomeno”, “Downs è troppo discontinuo”, “Slokar non serviva”, “Dovevamo prendere una guardia”, “Dov’è il go to guy?”, “Vogliamo un’altra società”, “Chiama timeout!!!”, “Io l’avevo detto…”, “Meglio retrocedere e fare una onesta A2”, “Chiudete tutto”, “Era meglio Chase”, “Si stava meglio quando si stava peggio”, “Ai miei tempi…” e tante amenità. Poi arriverà giovedì e lì ognuno avrà il sacrosanto diritto di dire quello che gli pare. Fino a mercoledì esiste solo la JUVECASERTA e nulla più.




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