Barbagallo: “Sono ancora disposto a trattare”



Carlo Barbagallo durante la conferenza alla Cofiba
Carlo Barbagallo durante la conferenza alla Cofiba

Cielo plumbeo sopra la città della Reggia nel pomeriggio in cui Carlo Barbagallo ha vuotato il sacco e raccontato la sua verità. L’ex presidente è stato, al solito, chiaro e preciso nei discorsi sulla trattativa per l’acquisto delle quote di maggioranza della Juvecaserta, trattativa poi saltata con Lello Iavazzi: “Non voglio fare alcuna polemica, ho deciso di dire la mia relativamente all’offerta fatta per la Juve e non ho voglia di parlare del passato. Avevo invitato Iavazzi a questo incontro per scusarci, insieme, per l’indegno spettacolo che abbiamo offerto ai tifosi. La verità la sappiamo in quattro per questo volevo Lello alla conferenza. Da gennaio, però, ho pensato solamente a difendermi dagli attacchi che ho ricevuto. Iavazzi ci ha messo una barca di soldi ma essere paragonato a Galimberti mi ha fatto girare le scatole. Ho fatto un’offerta seria e concreta per conto della Fondazione. La costituzione della Fondazione non è semplice, stiamo aspettando una delibera da una Istituzione per ufficializzarla ma sia chiaro che non nasce solamente per la Juve visto che siamo già dentro la Volalto. La Fondazione avrà anche una valenza sociale. Alla luce di quanto dichiarato da Iavazzi sono pronto a fare l’assegno oggi stesso, sia per il 60% sia per il resto qualora volesse uscire. Sono pronto a cacciare 270mila euro per prendermi il 90% del pacchetto societario. Non ho mai avuto la volontà di cacciare Iavazzi dalla Juve, volevo solo rilevarla davanti alle sue dichiarazioni di voler uscire dal club. Non ho mai tifato contro la Juve, sia chiaro. Ad aprile ho presentato l’offerta ufficiale ed ora sta depositata dal sindaco. Mi scuso coi tifosi se ho sbagliato qualcosa durante la mia presidenza, ma ringrazio chi mi è stato vicino. Invito una sparuta parte di tifosi di smetterla di seminare zizzania fuori i bar, pensassero a fare qualcosa di buono per la Juve. Il mio più grave errore è stato accettare di fare il presidente. Sono disposto ancora a prendere la società ma darò 48 ore a Iavazzi per decidere, scaduto il termine metterò in vendita il mio 10%. Mi hanno accusato di avere debiti con la società, potete controllare sui bilanci pubblici. E’ interessante sapere che Caputo voglia tornare: ha ragione quando dice che chi può deve dare una mano alla Juve. Da Caputo c’è solo da imparare dal punto di vista imprenditoriale, da quello sportivo c’è poco da dire visto che l’ha presa dal basso ed è arrivato in Europa. Per quanto riguardi i BAT bisogna capire chi è il colpevole. Io sono pronto a fare la mia parte e non ho interessi ne politici ne di farmi pubblicità e visibilità. Non è vero che vogliamo costruire un palazzetto, ma bensì vogliamo gestire le strutture. Una follia che ho sentito era che volevo portare il titolo della Juvecaserta a Catania, una vera bugia. Così come ci sono state voci incontrollate che erano sbagliate. La gestione societaria di questa stagione è sempre stata fatta in maniera congiunta e ho lasciato l’ultima parola a Iavazzi, l’unica volta che non ho parlato è stato per l’addio di Markovski e Young; la rottura tra me e Lello c’è stato il 7 gennaio. Con Atripaldi ho un grande rapporto d’amicizia, ma se si sbaglia è giusto dirlo”.




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