Viola: il ‘mood’ che piega Caserta! Sto(r)ica vittora, dei nero-arancio sui Bianconeri

Quant’è brutta l’espressione, “Te l’avevo detto….”, ma tant’è: ve l’avevamo detto. Anzi, l’avevamo scritto: Viola vs JuveDecò, 60-40… per i reggini. Ci siamo rimasti davvero male, molto male.
In questo scorcio di girone di ritorno, della regular season, i ‘match point’ da vincere erano quattro (coppa compresa); per il momento ne abbiamo persi già due. Speriamo, almeno, di pareggiare.

Procediamo con l’analisi del match.
Ieri sera è arrivata la terza sconfitta da inizio stagione; ancora una volta, Caserta ha perso in trasferta. Per la terza volta, è stata una gara persa dopo aver capitalizzato un considerevole vantaggio. Cos’è, una provocazione? Un codice cifrato per comunicare un disagio?
Francamente, non lo sappiamo. Una cosa, però, è acclarata: l’asse Coach-Centro-Regia è in evidente ‘sofferenza’; il nervosismo avvertibile, dalla panchina al rettangolo di gioco, è palese. Un fattore che incide sulla lucidità nel gioco e sul risultato finale; non è chiaro se ciò dipenda da motivazioni strettamente caratteriali -il difficile momento potrebbe spiegarlo- o da ragioni più serie e profonde come, ad es., un equilibrio nello ‘spogliatoio’ incrinato.

Fatto sta che, ieri sera, dopo il brutto fallo commesso da Rinaldi, il Coach l’ha messo a sedere in panca, senza più farlo rientrare: un’assenza che ha pesato enormemente. Come pure l’enorme numero di palle perse in più (-12 per noi vs -3 di Reggio C. saldo tra p.p./p.r.), frutto di soluzioni di gioco affrettate, superficiali, nervose, che nulla avevano a che fare col piano partita. Insomma, una prova al di sotto delle possibilità della JuveDecò, tenuto conto anche della rimaneggiata formazione reggina; allo Sporting club Juvecaserta sono bastati 6/7 minuti di fuoco, per raggiungere le 18 lunghezze di scarto punti. Dopodiché, il buio assoluto.

La Juvecaserta pigia sull’acceleratore, sin dall’inizio, fino a raggiungere il massimo vantaggio; la Viola Reggio Calabria, invece, non si perde d’animo: ci crede fino alla fine senza mai disunirsi.
Caserta tira di meno ma è più precisa: 47%; Reggio si ferma al 42%.
Ma, a parte ciò, sono i tanti palloni persi, ed il differenziale tra falli fatti/subiti, tra noi e loro, a pesare tantissimo: -7 il ns passivo totale.
Questo dato, assieme ai tanti (troppi) rimbalzi concessi (28 a 43), è la chiave della sconfitta.

Vi ricordate quando, nel nostro precedente post, si parlava della correlazione tra: falli fatti/tiri liberi concessi? Ebbene, ieri sera, nell’incontro tra Reggio e Caserta, questo dato ha raggiunto un punto di esasperazione; nello specifico, la JCe, a fronte di ben 23 falli fatti, ha concesso altrettanti viaggi alla lunetta per l’avversaria. Molti dei quali, fischiati mentre si difendeva sul tiro avversario. Risultato?
12/23 per la Viola, 6/12 per Caserta. E, purtroppo per i Campani, i ‘liberi’ più importanti sono maturati proprio nelle fasi ‘calde’ della gara. A sbagliare quelli fondamentali è stato Bottioni, che ha piazzato un bel 2 su 8 sul tabellino. Segno che, quel nervosismo di cui parlavamo, è ben più di un sospetto; sbagliare un tiro libero è un po’ come, nel Tennis, sbagliare il servizio: è indice di deconcentrazione. E tutto questo ci è costato due punti in classifica.

I padroni di casa, invece, sono stati encomiabili, eroici, commoventi per impegno e convinzione espressa. L’immagine più bella è senz’altro l’azione in cui, un determinato Vitale, recupera a volo un pallone che, un distratto Bottioni, considera perso per i reggini.
E’ l’istantanea che fotografa il cambio di inerzia della gara: da quel momento in poi, non saremo più in grado di controllare la gara.
Un ringraziamento lo merita lo speaker televisivo, Giovanni Mafrici. Oltre ad aver mantenuto un’imparzialità tanto solida quanto rara, non ha mancato di dedicare attenzione alla storia di entrambi i club.

La prossima avversaria, in casa, è Napoli; anche quella gara sarà difficile, insidiosa. In questo momento non ci sembra di ravvisare la giusta idoneità agonistica nella JuveDecò. Naturalmente, l’auspicio è che le nostre impressioni siano errate; però, le aspettative che il residuale tifo casertano ripone in questo progetto, restano molto alte.
Siamo persuasi che, quanto prima, si torni a vincere… con la testa!

Carmine Covino