Marcianise, la furia del presidente Gallo: “Qualcuno non vuole vederci lassù. Ora basta meritiamo rispetto”

Il presidente Vincenzo Gallo

Il presidente del Marcianise Vincenzo Gallo ha deciso di dire basta e alzare la voce nei confronti di una classe arbitrale che ultimamente ha preso letteralmente di mira il club biancazzurro. “Abbiamo sempre rispettato le regole, i regolamenti e gli arbitri ma evidentemente non basta. Siamo in vetta alla classifica del girone A di Promozione dalla prima giornata e questo non è gradito a qualcuno”. Il massimo dirigente senza mezzi termini punta l’indice e denuncia: “Dopo la vicenda Montesarchio è cambiato l’atteggiamento degli arbitri nei nostri confronti. La Corte Federale ha annullato la sentenza del giudice sportivo facendo ripetere la partita andando così oltre un regolamento che esiste da sempre. Se una squadra abbandona il terreno di gioco e non si presenta in campo deve perdere a tavolino. Noi invece un mese più tardi abbiamo ripetuto l’incontro. Una cosa mai vista nel mondo del calcio. Per giocare nella nostra città, nella città di Marcianise che ha un passato storico e importante dobbiamo mobilitare tutte le forze dell’ordine. Ci impongono di chiamare pattuglie di Carabinieri, vigili urbani, protezione civile, commissario di campo. In caso contrario non si gioca. Noi tuteliamo tutti ma non veniamo tutelati. Ne è la prova l’ultima trasferta a Cardito dove siamo stati aggrediti da alcune persone, un nostro calciatore è stato picchiato. Per non parlare di vetri rotti, comportamenti antisportivi e volanti delle forze dell’ordine totalmente assenti. Impossibile non pensare che il nostro club non dia fastidio a nessuno. Speravano che rallentassimo il passo? Hanno fatto male i conti perchè oltre a voler vincere il campionato vogliamo andare fino in fondo alla Coppa Italia. A nome di tutto il club sono profondamente deluso, amareggiato e infuriato verso chi sta provando a metterci i bastoni tra le ruote. Adesso basta, denunceremo tutto perchè non ne possiamo più. Mister Valerio ha subito un mese di squalifica dopo Cardito senza neppure aprire la bocca per protestare dopo l’annullamento del gol di Parente. Una rete regolare che l’arbitro ha pensato bene di annullare senza motivo. Esattamente come la motivazione del mese di squalifica del nostro allenatore. E’ uscita una sentenza del giudice sportivo in cui non motiva il perchè di questa punizione al nostro tecnico. Non ne possiamo più”.