I tifosi riabbracciano il Gladiator. Buona cornice di pubblico alla riapertura del “Piccirillo”, aspettando il ritorno della Brigata Spartaco

Tifosi presenti al Piccirillo (foto SportCasertano.it)

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Le porte del “Mario Piccirillo” sono state riaperte. L’incontro tra Gladiator e Comprensorio Casalnuovese, valevole per il venticinquesimo turno del girone A di Promozione, ha sancito il ritorno del team neroazzurro nella propria casa, dopo dieci mesi di esilio forzato. Un momento tanto atteso che è stato festeggiato da un gruppo di tifosi che hanno voluto presenziare al “debutto” nella stagione 2017-2018 dell’impianto di via Martiri del Dissenso, attualmente agibile per un numero limitato. Nell’arco del match oltre cento persone, infatti, hanno assiepato la tribuna, toccando con mano il nuovo corso ed hanno applaudito alla vittoria per 3-1. Un numero completamente diverso rispetto alle presenze minime di tifosi contate nelle gare disputate a Curti.

PRESENZE. Ovviamente i numeri della Serie D erano ben altri, ma è logico che il fallimento del luglio 2018 ha fatto disinnamorare dalla squadra tante persone che ora hanno bisogno di tempo per tornare a sostenere. Un discorso a parte per la Brigata Spartaco che ieri non era presente e che, per questa stagione, guarda dalla finestra l’operato. Non è una contestazione, bensì il gruppo ultras è in attesa che il Gladiator ritorni col suo nome ufficiale, poiché non va dimenticato che il titolo si chiama A.S.D. Santa Maria la Fossa.

I tifosi nella riapertura del Piccirillo (foto SportCasertano.it)

L’AMORE. Così come accadde nel 2003, il fallimento provoca un sentimento di rabbia e di delusione per chi è tanto legato ad una squadra blasonata. Solo il tempo può ricucire lo strappo e riportare allo stadio quei tanti sostenitori che hanno il Gladiator nel cuore ed ora sono distanti. Un distacco generato non perché hanno archiviato la propria fede, bensì la delusione è ancora forte e l’amore al momento è messo nel cassetto per non soffrire. In attesa di ciò, ora l’importante è che il club sia tornato al Piccirillo e che operi per tornare nelle categorie che le competono. Man mano l’amore tornerà e lo stadio sammaritano si riempirà. La storia del Gladiator lo insegna.