Il San Michele Maddaloni battuto nel derby con i Cedri a fil di sirena ma la società punta l’indice contro l’arbitraggio

La Pallacanestro San Michele Maddaloni non può in alcun modo accettare ciò che è accaduto nei secondi finali della gara contro i Cedri San Nicola. Non è bastata la nottata per sbollire la rabbia. La società del presidente Andrea De Filippo – che non si è mai contraddistinta per proteste arbitrali a mezzo stampa – si è vista defraudata di una straordinaria vittoria da parte della coppia arbitrale composta da Luca Leggiero di San Tammaro e Luigi Marino di Caserta. Purtroppo le loro decisioni arbitrali hanno rovinato una gara bellissima, per i valori visti sul parquet e per la cornice di pubblico da fare invidia a categorie ben superiori della serie C Silver. È inconcepibile e vergognoso per la pallacanestro tutta ciò che sono stati in grado di fare i due uomini in grigio. Precisiamo: sbagliare è umano e così come nella vita di tutti i giorni gli errori vanno accettati. Ma non fischiare un fallo che non era plateale, ma di più, denota solo due cose: mancanza di spina dorsale o inadeguatezza assoluta. Non siamo purtroppo nelle condizioni di attribuire all’una o all’altra la causa dello scioccante finale di gara del PalaVignola. Fatto sta che a 16″ dalla fine, con Maddaloni in vantaggio di un punto, non è concepibile far passare non uno, ma ben due contatti duri sul nostro atleta Carmine Moccia tesi evidentemente a fermare il cronometro. A 2″ dalla fine poi, con gli ospiti sul meno uno (dopo i tiri liberi degli avversari), sempre i due arbitri hanno fatto passare per regolare una dubbia spinta sul proprio atleta Federico Requena, bravo a recuperare il rimbalzo offensivo e ancora in tempo per provare un’ultima conclusione con un equilibrio stabile, e non precario come avvenuto. Dispiace davvero tanto che i gran signori Leggiero e Marino abbiano avuto un comportamento del genere, che ha rovinato una partita che poteva essere da spot per l’intero movimento provinciale, regionale e perché no, nazionale.

Appunto la partita. Veniamo ad essa anche se, in queste circostanze, è passata naturalmente in secondo piano. Sino al 26′ la vittoria era nelle mani della squadra di casa, brava a condurre la gara sin dalle prime battute. Maddaloni ha pagato a caro prezzo un approccio che l’ha visto precipitare subito sul 7-0. Tanti gli errori commessi al tiro, diverse le sbavature difensive e inoltre i biancazzurri arrivavano sempre secondi sulle palle vaganti. Con questo andazzo si è andati al riposo lungo con 14 lunghezze di svantaggio. Al rientro dagli spogliatoi non è cambiato il leit movit del match, finché non c’è stata l’espulsione di Linton Johnson reo di essere corso verso l’arbitro e aver mimato il gesto di un pugno. Da quel momento in poi è regnato il caos, i gran signori Leggiero e Marino hanno perso completamente la bussola e si è giunti ai secondi finali dove hanno combinato quell’incredibile pastrocchio. Sperando vivamente che non sia frutto di una qualsivoglia compensazione per l’espulsione succitata. È bene evidenziare che Maddaloni ha vinto l’ultimo quarto con un perentorio 39-25, al netto degli evidenti errori arbitrali che hanno danneggiato il gioco nel suo complesso. I biancazzurri c’hanno messo il cuore nel momento di maggiore difficoltà, ed anche se in classifica non risultano questi due punti strameritati per gli ultimi 10′ disputati – l’unico rammarico è appunto quello di aver iniziato a giocare tardi -, la vittoria morale e più onesta non può che essere la loro.