La parabola discendente del Piccirillo: da gioiellino a strazio. Slitta il ritorno ufficiale del Gladiator



Il Mario Piccirillo attuale

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Sembrano passati anni dallo scintillio del gioiellino “Mario Piccirillo”. Basta guardare le foto per rendersi conto di quale è l’attualità dell’impianto di via Martiri del Dissenso, appena pochi mesi fiore all’occhiello della Santa Maria Capua Vetere sportiva. Si parte dal recinto di gioco, con un manto totalmente rovinato che necessita di un taglio e di una manutenzione immediata, si prosegue con le panchine a cui mancano alcuni sediolini e si conclude con il grande manifesto che è stato inserito lo scorso anno dietro una delle due porte ed attualmente è strappato in diverse zone. Senza dimenticare poi i grossi problemi che riguardano le tubature degli spogliatoi ed il bagno del settore ospiti, al momento inagibile. Tanti ostacoli che negano il ritorno ufficiale del Gladiator nella propria casa.

Il terreno di gioco del Mario Piccirillo

L’ESILIO CONTINUA. In questa settimana, infatti, la squadra ha continuato ad allenarsi a Macerata Campania, mentre la partita contro il Villa Literno verrà giocata sabato alle 15 allo stadio “Comunale” di Curti: stadio che ospita le partite neroazzurre da diversi mesi a questa parte. E se dovesse perdurare questa situazione, l’esilio proseguirà anche nelle prossime settimane. Ora l’onere di risolvere questa grana spetta al Gladiator (fino a giugno il nome del titolo è A.S.D. Santa Maria La Fossa) che, pur di velocizzare l’iter di affidamento della gestione della struttura fino al 30 giugno 2018, si è preso la briga di ottemperare ad obblighi e spese che, francamente, sarebbero dovuti ricadere sul Comune di Santa Maria Capua Vetere, proprietario del “Mario Piccirillo”.



La foto dello stadio rovinato Mario Piccirillo

LA RESPONSABILITA’. I vertici neroazzurri hanno da subito constatato che assumersi tale responsabilità avrebbe accelerato l’affidamento, così come è poi avvenuto, perché appare improbabile che l’Amministrazione Comunale avrebbe potuto sbrogliare la matassa nel breve tempo, considerando i problemi politici ed economici dell’attualità. Basti pensare che sono passati circa otto mesi dal ritiro delle chiavi da parte del sindaco Antonio Mirra e nulla si è mosso sul campo. E’ stata licenziata prima a novembre la delibera sull’uso temporaneo (CLICCA QUI PER LEGGERE), poi l’affidamento in gestione la scorsa settimana, ma nel frattempo lo stadio non è stato toccato da nessun intervento: un errore da parte di chi ha la proprietà e non se ne cura, lasciando che la situazione degeneri in malo modo. Di quel gioiellino è rimasto solo il ricordo, in attesa che vengano fatti i lavori e l’impianto torni a luccicare. Con tempo e denaro.


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