Il giovane Riccio pronto a giocarsi le sue carte col Cedri San Nicola: “E’ una bella occasione”

Marcello Riccio

Terza e ultima parte con l’approfondimento degli Under del San Nicola Basket Cedri che stanno battagliando per strappare un posto nelle rotazioni di Piero Falcombello nel roster di serie C Silver. Arrivato fra gli ultimi nella grande famiglia Cedri, Marcello Riccio è riuscito finora a farsi notare, riuscendo a collezionare diversi minuti in campo: “Il lavoro e il sacrificio mi stanno ripagando. Sin da quando sono arrivato ho messo in mostra le mie abilità, cercando di migliorarmi. Il coach mi ha dato fiducia e crede di aver risposto bene. Spero di poter fare un ottimo campionato con questa squadra”. Ma come è iniziata la sua carriera cestistica? Ce lo spiega proprio lui: “Ero un bimbo asmatico fino ai 10 anni, i dottori mi consigliavano di praticare uno sport e per loro il più adatto era la pallacanestro. All’inizio non mi piaceva, ma Mimmo Papa, preparatore dell’ultima Juvecaserta nonché mio cugino, mi ha spinto a tentare ancora fino a che il seme del basket non è germogliato in me”. Marcello ha ritrovato a San Nicola alcuni suoi vecchi compagni di squadra, come Christian Ciccone, Elio Di Martino e Gabriele Scano: “Importante ritrovare ragazzi con cui ho condiviso la mia adolescenza cestistica, su un parquet dove avevamo tutti noi degli obiettivi. Adesso quei traguardi che sognavamo si stanno avvicinando sempre di più, siamo in una squadra senior dove lottiamo per il posto in rotazione e ci divertiamo molto sudando assieme in palestra”. Riccio ha avuto a che fare con la prima squadra della Juvecaserta lo scorso anno, e avverte delle differenze: “L’anno a Caserta mi ha aiutato a crescere mentalmente, dove ho iniziato a capire che potevo trovare il mio posto nel mondo cestistico. Qui a San Nicola ho la possibilità di mettermi in mostra e non ho paura di mettermi in gioco con gente più grossa o più esperta di me: semmai compissi degli errori, si può sempre imparare qualcosa. Sotto questo punto di vista la squadra mi aiuta sempre, come in una vera famiglia. . Nino Garofalo, il capitano, mi dà preziosi consigli ogni giorno; sono cose importantissime e fondamentali per la mia crescita. Non poteva andarmi meglio, spero di poter continuare ancora a migliorarmi”.