Seconda puntata di “PICCOLE CANAGLIE”. De Simone e quel nome Antonio Filho che affascina. L’Albanova ha il suo piccolo Careca

Antonio Filho De Simone (foto Albanova), Antonio Filho Careca e Diego Armando Maradona

CASAL DI PRINCIPE – Nascere a Napoli e dintorni nell’epoca post Maradona ha generato nel tempo una tradizione, a tutti gli effetti partenopea, che lascerà dei segni indelebili. Tanti sono i bambini che dal 1984 (anno dell’apparizione del D10S al San Paolo) sono stati battezzati coi nomi Diego, Armando e Diego Armando. Addirittura c’è chi ha trovato nel fuoriclasse argentino fonte di ispirazione per chiamare ben quattro tra figli e figlie: Diego, Armando, Mara e Dona così come nello sketch di Nino D’Angelo nel film record d’incassi del 1999 “Tifosi”, interpretato tra gli altri da Christian De Sica, Massimo Boldi e Diego Abatantuono.

NON SOLO DIEGO. Ma il calciatore più forte di tutti i tempi non è stato l’unico ad aver stuzzicato l’attenzione del folkloristico popolo azzurro. Infatti, tra i tanti campioni che hanno contribuito all’indimenticabile conquista dei due scudetti, datati 1986-1987 e 1989-1990, un posto speciale lo assume l’attaccante brasiliano Careca. E di fatti non mancano i giovani di allora e genitori di oggi che hanno scelto il suo nome per i propri figli.

ANTONIO FILHO. A Pozzuoli, una costola robusta del tifo partenopeo, il fedelissimo Gennaro, incantato da quel Napoli che fu, non vuol sentire ragioni ed il 23 ottobre 2000, giorno della nascita del proprio figlio, si presenta nell’ufficio anagrafe del Comune flegreo e dichiara ai dipendenti comunali: “Il nome del nascituro è Antonio Filho De Simone”. Al sol sentire quel nome, un vecchio dipendente drizza le orecchie e sorride, guardando dalla finestra il mare e ritornando con l’immaginazione indietro nel tempo, quando il Napoli grazie alla MaGiCa (Maradona-Giordano-Careca) conquistò la Coppa Uefa 1989, il secondo scudetto e la SuperCoppa Italiana 1990.

NEL SEGNO DI CARECA. Da qui, da questo episodio che già ti segna quando non hai compiuto nemmeno i primi respiri, non può che partire la storia del promettente atleta classe 2000, Antonio Filho De Simone appunto, che in questi giorni sta facendo parlare di sé per le sue prestazioni e per i suoi goal con la maglia dell’Albanova. E’ logico che un atleta con quel nome deve avere per forza il goal nel sangue. Careca ha segnato oltre duecento reti con le maglie di club con cui ha giocato (73 in 164 partite a Napoli), quindi anche lui è chiamato a provarci, in proporzioni ovviamente ridimensionate.

MAGIC MOMENT. Selezionato dalla società della famiglia Zippo e del presidente Franco Petrillo in estate, finora Antonio De Stefano lo ha schierato come esterno destro d’attacco nel 4-2-3-1 che tanto bene sta facendo per l’Albanova. In otto presenze tra campionato e Coppa Italia ha già messo a segno ben tre reti. Le prime due in Coppa Italia contro San Vitaliano ed Afro Napoli United all’andata (eurogoal), mentre in campionato si è sbloccato sabato a Cercola contro la Viribus Somma. Un “magic moment” che viene premiato con il focus personale di codesta rubrica targata SportCasertano.it “PICCOLE CANAGLIE”, dedicata ai giovani talenti delle squadre casertane dilettantistiche.

UN LEONELLO A MONTERUSCELLO. De Simone proviene dal Monteruscello, scuola calcio d’élite della Campania che ogni anno sforna campioncini che poi emigrano nei settori giovanili professionistici: in primis il gioiellino classe ‘97 Giuseppe Pezzella che ora gioca in Serie A con l’Udinese, dopo aver esordito col Palermo lo scorso anno ad appena diciotto anni. Con il club napoletano, egli ha iniziato a dare i primi calci al pallone a quattro anni e mezzo ed ha fatto tutta la trafila fino all’estate 2017, quando è arrivata la chiamata dell’Albanova. Dai Pulcini fino agli Allievi, con cui ha vinto il campionato provinciale grazie al suo record di reti (17) insieme ai suoi due allenatori Francesco Chianese ed Umberto Stellato che, conoscendo la predilezione di Antonio per Messi, lo chiamavano in partita ed allenamento Leonello, un Lionel in versione napulegna.

L’EMOZIONE. La stessa verve sotto porta la sta mettendo in pratica anche a Casal di Principe, piazza che se lo sta coccolando: “Mi sto trovando molto bene nella nuova esperienza. Ho un ottimo rapporto con tutti i compagni, l’allenatore ci spiega molto bene le cose, così da non sbagliare. Sono molto contento del mio inizio. Non mi aspettavo un debutto del genere, ovviamente devo dire grazie al tecnico Antonio De Stefano che mi sta utilizzando sia nel 4-2-3-1 che nel 4-3-3. Di sicuro, dopo la brutta prestazione di ieri, nella prima sconfitta che è coincisa con l’eliminazione dalla Coppa Italia, voglio riscattarmi e già dalla prossima mi farò trovare pronto. Il momento più bello dell’esperienza all’Albanova? Il goal contro l’Afro Napoli United all’andata, quando ho ricevuto palla da destra, mi sono accentrato ed ho calciato forte sul secondo palo. Una rete che non dimenticherò facilmente”. Goal di rara bellezza per un sedicenne che di cognome fa De Simone e di nome Antonio Filho. Buon nome non mente.

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